domenica 17 ottobre 2010

A Dittaino no! Spostiamo la discarica a Villarosa



“Io la discarica là non la voglio. Se il Piano rifiuti regionale prevede una discarica in provincia di Enna, che si faccia, ma in un altro posto. A Dittaino no! Questo perchè nonostante le luci e le ombre, nella Valle del Dittaino si sono fatti enormi sforzi per tracciare lo sviluppo economico di questo territorio. Quello che sta succedendo quà è frutto di una guerra che alcuni non capiscono mentre altri la intuiscono. E se è vero che i termovalorizzatori non si devono più fare in ogni caso, il problema della monnezza va risolto”. Questo è in sintesi l’intervento del consigliere provinciale del Pd, Franco Costanza, fatto nel corso del dibattito in consiglio provinciale di venerdì mattina. E il posto, anzi due, dove fare una discarica Costanza l’ha pure individuato. Una proposta tra l’altro condivisa dal consiglio provinciale. “A Villarosa –ha detto- ci sono due zone, nascoste agli occhi di tutti, nelle quali si può costruire un impianto per il trattamento dei rifiuti, a quattro passi dell’autostrada”. A quale zone o contrade di Villarosa Costanza si riferisse, c’è l’ha spiegato alla fine del suo intervento. “Si tratta –ha spiegato- una nelle vicinanze del Ponte Cinque Archi e l’altra nei pressi della stazione ferroviaria. Considerato che in Sicilia c’è un problema rifiuti al quale va trovata una soluzione, per me potrebbero essere due ipotesi sulle quali si potrebbe discutere”. E in effetti, a volerci pensare bene, la proposta di Costanza buttata così nel corso del suo intervento non sarebbe poi del tutto fuori luogo o inadatta. Infatti, quelle due zone, fatte ovviamente tutte le dovute e necessarie verifiche geomorfologiche e tecniche, potrebbero ospitare un tipo di impianto come quello proposto dal Gruppo Catanzaro. Se poi l’impianto dovrebbe essere privato o pubblico, questo è un’altro discorso. C’è da dire anche che nella zona vicino la stazione a cui faceva riferimento Costanza, a poco più di un chilometro in contrada Ferrarello, c’è persino tracciato uno svincolo che serve come area di parcheggio dell’atostrada A 19 e basterebbe poco per sistemarlo e aprirlo. Uno svingolo che potrebbe servire anche, come propose qualche hanno fa l’ex capo stazione Primo David, per intercettare molti pulman di turisti che percorrono l’autostrada Palermo- Catania e far visitare il Treno museo e il paese museo di Villapriolo.

Giacomo Lisacchi



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martedì 12 ottobre 2010

Villarosa- Protocollo d'intesa per contrastare il bullismo


Un progetto pilota, un’esperienza di collaborazione, primo sul territorio regionale siciliano e forse addirittura in Italia, in cui diverse istituzioni hanno scelto di lavorare insieme per prevenire l’insuccesso scolastico e contrastare il fenomeno del bullismo. Una scelta concretizzata in un percorso operativo, che si è definito nel tempo ed a conclusione di un periodo di lavoro del Glis (Gruppo di lavoro per l’integrazione scolastica) istituito presso l’Istituto Comprensivo “De Simone”, diretto dal prof. Giovanni Bevilacqua. Il Glis, che nasce normativamente per l’integrazione degli alunni diversamente abili a Villarosa, in considerazione del fatto che il “De Simone” accoglie ragazzi che presentano evidenti problematiche di natura socio-ambientale le cui manifestazioni si riflettono sugli apprendimenti, è stato investito anche del ruolo di proporre strategie di integrazione, oltre che per gli alunni diversamente abili, anche per quelli che presentano difficoltà di apprendimento determinate da altre problematiche come manifestazioni di bullismo o emarginazione. Ora, a distanza di qualche anno dall'inizio dell'attività congiunta dei vari soggetti istituzionali, è stato definito un protocollo d'intesa, sottoscritto ieri dal dirigente scolastico, Giovanni Bevilacqua, dal sindaco Gabriele Zaffora, dal direttore del Distretto sanitario di Enna in rappresentanza dell’Usp 4, Filippo Muscià, dal giudice del Tribunale per i minorenni di Caltanissetta, Francesco Pallini, dal dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Matteo Bonfiglio, dalla rappresentante dei genitori, Angela Zaffora, dalla Facoltà di Psicologia dell’Università di Palermo, rappresentata dal prof. Gioacchino Lavanco, e dalla rappresentante delle associazioni di volontariato, Anna Di Dio. Inoltre, quanto previsto nel protocollo d’intesa verrà attuato in stretta collaborazione con le Forze dell’ordine. Gli obiettivi della task force, così come stabiliti dal protocollo, sono quelli di di realizzare una cooperazione che, scevra da confusioni di ruoli, conduce alla soddisfazione dei bisogni educativi speciali attraverso l’integrazione degli interventi e la responsabilizzazione dei soggetti. Una delle novità principali introdotte con il protocollo d’intesa è quella di monitorare le assenze scolastiche, che non possono superare il 25% delle lezioni, in modo da coinvolgere i diversi soggetti istituzionali nel momento in cui il fenomeno registrato dalla scuola assuma una valenza sempre più significativa. A questo proposito, è interessante sottolineare un dato: a Villarosa nell’anno scolastico 2009/2010 circa il 14% dei ragazzi della scuola media non sono stati ammessi all’anno successivo. Dei 203 iscritti inizio anno scolastico solo 177 sono stati promossi; dei 28 non ammessi a 20 non è stato validato l’anno per le assenze (evasione scolastica) a 8 per il profitto. “Questo protocollo d’intesa –ha dichiarato il preside Bevilacqua- vuole essere un contributo per la comunità villarosana. Non vogliamo nascondere i problemi delle nostre giovani generazioni. Li vogliamo affrontare guardando in faccia la realtà”. “Sono contento di questo risultato –ha invece sottolineato il sindaco Zaffora- perchè è una misura attuativa del lavoro di rete che è stato realizzato negli ultimi tre anni”.

Pietro Lisacchi

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Villarosa- Proteste per l'allondamento di don Giuseppe C



Villarosa. Si è avvertito qualche malumore, ieri, durante un incontro del vescovo Michele Pennisi, con i fedeli della parrocchia dell’Immacolata Concezione. Tema dell’incontro le dimissioni ufficilali del parroco, don Rosario Pirrello, che l’anno scorso aveva chiesto un anno di aspettativa trasferendosi nella diocesi di Firenze, dove vivono alcuni suoi familiari. Don Pirrello, che qualche anno fa ha avuto problemi di salute, ora ha deciso di continuare definitivamente la sua permanenza in Toscana. Per cui, “per togliere dalla situazione di provvisorietà giuridica e pastorale la parrocchia –ha scritto in una lettera al vescovo- presento le mie dimissioni da parroco affinchè mons. Pennisi possa provvedere a nuova nomina per garantire certezza e continuità all’azione pastorale”. Don Pirrello nella missiva attesta che “per fugare ogni fallace sospetto, tale scelta non è conseguenza di contrasto con la Comunità parrocchiale, i confratelli, l’Ordinario diocesano, la Curia o altre istituzioni o persone, ai quali confermo i buoni rapporti sempre avuti nei trentasette anni di sacerdozio in Diocesi, caratterizzati sempre da spirito di collaborazione e servizio”. In questo anno di assenza di don Pirrello la parrocchia è stata affidata ad un sacerdote di Enna, don Giuseppe Carà, che in questo anno di permanenza a Villarosa si è fatto particolarmente amare dai giovani, ma che però il vescovo non ha inteso confermare alla guida cella parrocchia affidandola per il momento al vicario di Villarosa, don Salvatore Stagno, parroco della Chiesa Madre. Una decisione che molti non hanno condivisono nostante Pennisi, nel corso dell’incontro, abbia fatto appello all’unità e alla fede cercando di far capire che la conferma di un sarcedote o meno in una parrocchia fa parte della naturalezza degli avvicendamenti nel mondo cattolico e come questi facciano parte delle regole della Chiesa. Il malumore, in particolare quello dei giovani, nasce dalla paura che nella chiesa dell’Immacolata possa scomparire la figura del parroco. “Un gregge senza un suo pastore è destinato a dirigersi verso il dirupo –ha detto la giovane Giuliana Bognanno, rivolgendosi al vescovo-. Una parrocchia senza prete è destinata a dirigersi, secondo noi, alla chiusura o al declassamento. Noi questo non lo vogliamo”! Quindi facendo riferimento a don Giuseppe, ha sottolineato che “con lui, noi giovani, abbiamo istaurato un bellissimo rapporto, confidandoci, chiedendogli consigli e lui era sempre lì, ad ascoltarci ed aiutarci”.

Giacomo Lisacchi


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CSR AIAS Uniti contro i tagli della Regione siciliana


Genitori, disabili, responsabili dei Csr e Aias di Enna, Piazza Armerina, Barrafranca e Nicosia, deputati regionali (Elio Galvagno e Paolo Colianni), sindaci, assessori e consiglieri provinciali compatti. Nell’assemblea, alla sala del Sixty Four Rooms, indetta a causa del taglio di 300 mila euro da parte dell’Asp per cure fisoterapiche, si è alzato forte il grido di una fascia della nostra società tra le più deboli che si trova ad affrontare giornalmente una emergenza. La fibrillazione esplosa in tutta la sua drammaticità l’1 ottobre, quando sono state sospese dalle attività riabilitative il 50% delle prestazioni agli assistiti dei centri riabilitativi dei quattro comuni, fortunatamente è rientrata. “La Regione ha integrato –ha detto l’on. Galvagno- sino al 31 dicembre il contributo con 250 mila euro ma tale però da non coprire del tutto le cure standard dell’anno scorso”. Infatti, i trattamenti terapeutici del Csr e Aias di Enna da 38 passano a 34, mentre quelli di Piazza Armerina, Barrafranca e Nicosia da 19 a 17. Quello che è successo e succede in provincia di Enna non possiamo che definirla una farsa. Se non si trattasse di un tema tra i più delicati, i servizi sociali, potremmo parlare di una commedia, di una comica, il punto è chi qui non viene da ridere a nessuno. Anzi, a questo punto si può solo chiedere a chi fino ad ora ha gestito i paradossali passaggi dei finanziamenti dei servizi sociali della cittadinanza ennese, di chiarire alcune cose come hanno denunciato i responsabili dei Csr e dell’Aias, Giuseppe Adamo, Calogero Vetriolo, Lorenzo Naso e Zacco Autieri. “Ci auguriamo che quanto è successo –sostengono- sia stato uno sbaglio, un incidente di percorso, anche perchè non riusciamo a capire come Enna sia stata l’unica Provincia della Regione ad essere stata penalizzata e questo nonostante riceviamo le briciole. La provincia di Catania, dei 156 mioni di euro a livello regionale per l’assistenza ai disabili ne riceve 78 milioni, che sono qualcosa come 64 euro al mese procapite per cittadino, la provincia di Trapani 45 euro, la provincia di Enna ne riceve appena 10,50 euro. Non solo. Se nel budget del 2007 la Regione aveva messo a disposizione dell’Asp 3.488.000 euro, perchè i dirigenti non sono stati capaci di spenderli tutti dando più servizi ai nostri disabili? Se la spesa storica per gli anni successivi era 2.050.000 euro, perchè per il 2010 non è stata confermata la stessa cifra anzichè 1.750.000 euro? Bisogna sciogliere questi nodi di fondo –hanno gridato- se si vuole veramente che i cittadini della provincia di Enna abbiano dignità. I nostri disabili devono avere le stesse opportunità delle altre province e quindi lanciamo una sfida ai nostri politici: impegnatevi che per le prossime previsioni triennali vengano aumentati i finanziamenti portandoli agli stessi livelli delle altre province”.

Giacomo Lisacchi

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Il senatore Gianpiero D'Alia a Enna


Lo scudo crociato ennese serra le file. Il coordinatore regionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, accompagnato dall’on. Calogero Lo Giudice e da due consiglieri provinciali, Lorenzo Granata e Francesco Comito, si è mobilitato a tamburo battente anche per la provincia di Enna, con un primo incontro per spiegare quello che è successo nel partito e soprattutto sulle cose da fare per organizzare un successivo appuntamento con il segretario nazionale, Lorenzo Cesa, che avverrà ad Enna il prossimo 23 ottobre, “dove gli amici dell’Udc –ha annunciato D’Alia- e tutti quelli che lo ritengono, liberamente possono confermare la propria adesione al partito e poi alla sua naturale evoluzione che è il progetto del ‘Partito della nazione’”. Ieri, dunque, la sala di un noto locale di Pergusa è stata teatro di una assemblea aperta, nel corso della quale molti dirigenti dell’Udc della provincia hanno già manifestato la volontà di “ricostruire un partito che non sia fatto di raccogliticci –ha detto Lo Giudice nell’introdurre i lavori-, ma che abbia invece una sua idea, una sua identità, dei suoi principi, dei valori da affermare e da realizzare”. “La prossima settimana –ha annunziato D’Alia- partirà una lettera a firma dell’on. Casini e dall’on. Cesa che verrà inviata a tutti gli iscritti e i dirigenti dell’Udc, in cui si spiega che l’Udc non ha cambiato idea. Perchè la prima cosa che abbiamo sentito dire è che noi andiamo a sinistra, che abbiamo fatto una alleanza con il Pd. Credo –ha aggiunto D’Alia- che l’unica alleanza che l’Udc abbia fatto in Sicilia con il Pd è stata qui Enna e chi l’ha fatta ha distrutto un partito. E chi dice che sparisce un partito, perchè il partito sono loro ha un modo fascista e arrogante di concepire la politica. Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti, perchè qui ad Enna se il partito si è trovato in una condizione di disastro, è proprio per responsabilità di questi amici che hanno utilizzato Enna come provincia di compensazione per una serie di logiche, di accordi che con l’Udc non ha mai avuto nulla a che vedere”. Quindi, ha spiegato ancora che “la scissione è avvenuta perchè in una prospettiva di elezioni anticipate ha determinato il problema della ricandidaturo di alcuni che non potevano più avere la certezza di essere ricandidati come nel 2008”. Riferendosi all’appoggio al governo Lombardo -ha sottolineato- “non abbiamo fatto nessun ribaltone; sono altri che dovrebbero spiegare perchè non lo votano. Forse perchè è saltata l’Agenzia delle acque e dei rifiuti o quant’altro”?

Giacomo Lisacchi

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sabato 25 settembre 2010

Giustizia a Enna- Il Procuratore Ferrotti si racconta


Che manchino uomini e mezzi nelle procure del Sud e in particolare in Sicilia lo sanno, e da tempo, anche i sassi della via. E’ da anni che si assiste al lamento continuo dei capi degli uffici giudiziari. Il rosario delle deficienze che impediscono il regolare funzionamento della giustizia è stato sgranato un’infinità di volte ma da Roma non sono arrivate le risposte attese. E così il Procuratore della repubblica di Enna, Calogero Ferrotti, con l’andata via qualche settimana fa del pm Marcello Cozzolini, rimane senza sostituti. Almeno sino alla prossima primavera, quando è previsto l'insediamento di tre magistrati freschi di nomina. Nel frattempo tenterà di gestire un carico di lavoro di oltre 7 mila procedimenti aperti ogni anno che, secondo le tabelle del Csm, dovrebbero essere affidati a quattro magistrati. Il procuratore Ferrotti, come si ricorderà, lo scorso novembre fu protagonista di uno scontro istituzionale con il ministro Alfano. Alle richieste del capo della Procura ennese, il Guardasigilli rispose con un "amministrare la giustizia è compito difficile e quindi, se il procuratore non se la sente, è meglio che si goda una meritata pensione". Ferrotti rassegnò subito le dimissioni che rientrarono dopo le manifestazioni di stima e solidarietà piovutegli dall'Anm e da decine di magistrati di tutta Italia. Noi l’abbiamo intervistato in esclusiva per il nostro settimanle. L’allarme lanciato da Lei un anno fa è stato inascoltato dal Ministro Alfano. Oggi la Procura di Enna si trova senza sostituti. Perchè? “L’allarme è stato lanciato un anno fa non soltanto da me, ma anche dall’Associazione nazionale magistrati che ha indetto due assemblee, una qui a Enna e un’altra a Roma. Perchè la mancanza di sostituti non riguarda solo Enna. Prossimamente riguarderà Nicosia, ma anche diverse procure della Sicilia e del Sud d’Italia. A seguito di ciò, nel febbraio di quest’anno è stata approvata la legge che prevede incentivi economici e di carriera per quei magistrati disposti a trasferirsi nelle cosiddette sedi disagiate. Una legge che per diversi motivi ha funzionato pochissimo nonostante prevedesse che il Consiglio Superiore, in mancanza di aspiranti magistrati disposti a trasferirsi, procedesse ai trasferimenti d’ufficio. Il Csm ha ritenuto di soprassedere ai trasfrimenti d’ufficio anche perchè la legge, in via del tutto eccezionale, consente ai magistrati di prima nomina di ricoprire posti in Procura. E quindi ad Enna arriveranno tre colleghi freschi di nomina, ma nell’aprile del 2011”. Com’è la situazione della Procura di Enna da quando Lei è in carica? “Quando sono arrivato tre anni addietro l’organico era al completo, nel senso che erano ricoperti i quattro posti di sostituto procuratore previsti in organico. Poi negli anni successivi vi è stato un progressivo svuotamento tanto da rimanere negli ultimi due anni con un solo sostituto, il dott. Marcello Cozzolino, magistrato di straordinario spessore, sia sotto il profilo professionale che umano, che ha lavorato affianco a me con notevole abnegazione e spirito di sacrificio. Ora con l’andata via anche del dott. Cozzolino, ovviamente il quadro cambia perchè non si può avere il dono dell’ubiquità. Anche se in questi giorni la Procura Generale ha disposto per sei mesi l’applicazione di un sostituto procuratore di Caltanissetta, la dott.ssa Marina Ingoglia, che assicurerà la sua collaborazione fino a quando non arriveranno gli uditori”. Può farci un quadro generale della situazione sulla sicurezza del nostro territorio? “Per quanto riguarda la sicurezza è un problema che interessa più le forze dell’ordine che garantiscono, devo dire anche in maniera encomiabile, l’attività di prevenzione e di controllo del territorio. Complessivamente, in alcuni settori il numero dei reati è diminuito. Mentre altri sono costantemente attenzionati, in particolare quelli legati alla criminalità che spesso proviene dalle zone limitrofe, in particolare dal catanese. Mi riferisco ai reati di stupefacenti, contro il patrimonio e le rapine. Poi naturalmente ci sono i reati di mafia dei quali si occupa la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta e una serie di tipologie di reati che vanno attenzionati al massimo perchè riconducibili alla presenza sul territorio della mafia, che è viva e vitale in alcuni importanti settori. Il fenomeno mafioso mi risulta che a Enna fino a qualche anno addietro veniva sottovalutato, rimosso, quasi non se ne parlava, mentre adesso sono sorte anche associazioni che pongono all’attenzione il problema. Quindi, la vigilanza è massima e lo dimostrano le brillanti operazioni dell’Antimafia e le misure di prevenzione sia personali che patrimoniali”. L’area ennese negli anni passati è stata terreno fertile per la mafia, mi riferisco, solo per fare un esempio, alle latitanze eccellenti come quella del gelese Daniele Emmanuello nelle campagne di Villarosa. La sua lettura sul fenomeno attuale? “Questa è la sintomologia di una situazione che deriva un pò anche dalla conformazione del territorio che si presta all’agevolazione della latitanza di pericolosi criminali. Non dimentichiamo che la strage di Giovanni Falcone e degli uomini della scorta, secondo quelle che sono le risultanze degli atti processuali, venne deliberata da una commissione che si riunì qui a Enna”. La posizione del vescovo Pennisi sulla questione mafia è stata ed è netta e chiara. La stessa si riscontra nelle istituzioni e nella politica? “Data la rilevanza del fenomeno io dico che quello che si fa è sempre poco rispetto a quello che si dovrebbe fare. E’ molto importante che certe idee veicolino a incominciare dalle scuole per formare le coscienze dei giovani. Ognuno deve fare la propria parte”. Quali sono secondo Lei le problematiche su cui bisogna soffermarsi? E come risolverle? “La gente dovrebbe avere una maggiore consapevolezza di quelli che sono i propri diritti e denunciare qualunque situazione che presenti aspetti di illegalità. Su questo aspetto è necessario che si faccia ancora qualche passo avanti. Molte indagini a volte vengono aperte proprio a seguito di segnalazioni e sotto questo profilo anche la stampa e gli organi di informazione hanno molta importanza.Un trafiletto di una notizia può creare lo spunto per una attività di indagine. Quindi il controllo della gente è molto importante”. Problema droga. Cosa dicono le statistiche in merito alla presenza nella nostra provincia di sostanze stupefacenti? “Nella nostra provincia c’è un traffico di importazione che proviene dai territori circostanti, mi riferisco in particolare al catanese. Vi è un’attività di spaccio anche a livello locale non di vastissima scala, ma di una certa consistenza. Un fenomeno che è stato sempre presente ma che ora si sta veramente accentuando, come dimostrano le recenti operazioni, riguardante l’attività di coltivazione. Diverse piantaggioni erano proprio mirate ad una attività di lavorazione, produzione e commercio di sostanza stupefacente sul territorio”. Un’ultima domanda: Il cittadino può ancora avere fiducia nella giustizia? “La giustizia funziona meglio se ha la fiducia del cittadino. La giustizia, è vero, ha i propri tempi, le proprie disfunzioni, mi riferisco alla giustizia in ambito nazionale, però quasi sempre arriva, anche se pure tardivamente, per affermare i principi di legalità e quindi bisogna continuare a credere nella giustizia”.

Giacomo Lisacchi

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sabato 11 settembre 2010

Enna. Lago di Pergusa devastato dall'uomo

Ci penseranno Miti e Dei a ristabilire la quiete del lago di Pergusa che per decenni è stato scosso dalla furia devastatrice dell'uomo? Vent'anni vissuti in agonia, tanto da diventare poco più di un acquitrino. Vent'anni di cui parleranno gli storici del futuro, quando dedicheranno un capitolo al recupero del mitigo lago decantato perfino da Ovidio. Dunque, il lago lentamente si sta riprendendo anche se le luci sono ancora poche mentre le ombre continuano ad essere troppe per potere affermare che il lago di Pergusa sta ritornando ai tempi di una volta. Intanto, è positivo il fatto che in questi mesi estivi il livello dell'acqua si è mantenuto stabile. Ora bisogna capire se questa stabilità diventerà duratura o, invece, subirà gli alti e bassi degli anni passati. A questo proposito, abbiamo sentito la biologa Rosa Termine, responsabile della riserva naturale di Pergusa. Dottoressa Termine, quale è lo stato di salute del lago? "Il lago in questo momento sta parecchio bene. L'acqua è abbondante e ci sono diverse nidificazioni in corso". Segno, questo, che il lago è ritornato a viviere? "Si. Tra l'altro ci confortano anche i parametri chimico-fisici dell'acqua che sono perfetti. Settimanalmente, attraverso i sensori di una stazione fissa che si trova al centro del lago, rileviamo la temperatura, l'ossigeno, il PH, la salinità e il livello dell'acqua. E da questi dati ci rendiamo conto dello stato di salute del lago".Qual'è il livello dell'acqua in questo momento? "Attualmente abbiamo 3 metri e 80 centimetri di acqua nel punto più profondo". Perchè il lago negli anni '90 sino agli inizi del 2000 ha avuto grosse difficoltà? Quale la causa? "Il lago si era quasi prosciugato in quanto si era impoverita la falda idrica del sottosuolo. La causa? I tantissimi pozzi privati e non che si erano costruiti attorno al lago tra gli anni '60 e '80. Fortunatamente poi si capì questa faccenda e i pozzi furono chiusi. Però, attenzione, ci sono voluti venti anni perchè il lago si riprendesse. In effetti, dagli anni '80 al 2000 il lago non lo abbiamo visto anche se in realtà era in trend positivo poichè la falda che lo alimentava si stava riempiendo". Che possibilità c'è che il lago possa raggiungere i livelli degli anni '60? "Le posso dire intanto che il lago in questa primavera ha raggiunto 4 metri di profondità. L'acqua ha toccato addirittura un muro di cinta, un fatto questo che non avveniva da 35 anni. Certo siamo ancora lontani dagli anni in cui, come si evince da vecchie foto, il lago copriva interamente i gradini del vecchio molo. Dottoressa Termine, ci dica la verità, secondo Lei Autodromo e lago che è una riserva naturale, possono convivere? “Questo non lo sò", risponde un po' infastidita. "Io mi occupo della salute del lago. Autodromo-lago è un aspetto politico che va risolto in sede politica. Appunto, Lei si occupa della salute del lago, cosa risponde agli ambientaslisti che sostengono invece che le due cose sono incopatibili?"Questo aspetto andrebbe approfondito con degli studi. Cosa che finora non è stato fatto". Lei è una attenta osservatrice della fauna pergusina; è possibile che non abbia mai notato se gli animali, gli uccelli, in occasione di qualche gara automobilistica abbiano avuto comportamenti anomali? "Le posso dire che nell'ultima gara che si è disputata nell'autodromo, parliamo di qualche anno fa, gli uccelli si sono concentrati tutti al centro del lago scappando dai canneti. Qusto perchè evidentemente avevano paura". Zanzare, un problema che pergusini e villeggianti lamentano da sempre. Quale strategia mettete in campo per risolverlo? ""E' una strategia di tipo biologico. Contrastiamo il proliferare delle zanzare con lo spruzzamento del bacillo "turigensis". Un batterio che praticamente provoca la lisi intestinale delle larve e quindi la loro morte. E' un servizio di competenza della provincia regionale che riguarda però solo la disinfestazione dello specchio lacustre". La riserva di Pergusa è anche centro di anellamento degli uccelli? "Pergusa, insieme a tante altre stazioni sparse nel mondo, fa parte di una rete dove i certi periodi stabiliti si catturano gli uccelli per essere anellati. Vengono applicati nella zampetta degli anellini leggeri con un codice. Codice che a sua volta viene inserito in una banca dati internazionale dalla quale si evince la provenienza ma anche le condizioni fisiologiche dell'uccello. Tutte notizie importanti in quanto se l'uccello viene ricatturato da altri anellatori, come spesso succede, si capisce la rotta che ha fatto. La rotta generalmente è Africa-Nord Europa e viceversa. In Sicilia, oltre a Pergusa, esiste un altro centro di anellamento al lago Biviera di Gela. Sono centri gestiti dall'Università di Palermo il cui responsabile è l'ornitologo prof. Bruno Massa".

Giacomo Lisacchi

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