lunedì 26 novembre 2012

Listino bar alla Regione Sicilia: caffè
e cornetto a soli 68 centesimi/ Foto

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ROMA - Caffè e brioche: il tutto a 68 centesimi, spremuta di frutta a 90 centesimi. Calzoni, arancine, crostini e toast a 90 centesimi, ciascuno. È il listino prezzi del bar dell'Ars siciliana che Beppe Grillo posta sul suo blog. A denunciare quelli che definisce «privilegi a sbafo per gli onorevoli» è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancellieri.

Il listino prezzi. 
«Leggendo questo listino prezzi si potrebbe pensare che qualcuno stia abbassando i prezzi, magari per un giorno, per rendere possibile a tutti un pasto caldo. La realtà è molto meno romantica e ci fa piombare nelle solite storie. Questo è il listino prezzi della buvette dell'Ars», scrive Cancellieri che aggiunge: «Con meno di un euro è possibile prendere caffè e cornetto. Con 11 circa viene servito un pranzo con antipasto, primo, secondo, frutta e caffè. Per coprire quei prezzi ribassati è prevista una quota fissa di 31.000 euro oltre Iva, pagata mensilmente». Indovinate, conclude, «chi paga la differenza».

Il re Saro



Il presidente sempre più leader a dispetto di quanti, anche nella sua coalizione, bramavano un posto di comando. "Non vi sta bene? Casomai si torna a votare" ha detto, ricalcando un copione del governatore-monarca che ai siciliani non è del tutto nuovo.

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PALERMO - Rosario Crocetta non ha perso tempo a scrivere il canovaccio della nuova legislatura. Ricalcando, per certi versi, un copione già visto nella scorsa, nella quale si è consacrata la nuova figura del governatore-monarca. Il sistema di elezione diretta del presidente della Regione, coniugandosi con la profonda crisi di autorevolezza e credibilità attraversata negli ultimi anni dai partiti, ha partorito un'inedita monarchia del presidente, che consolidatasi nell'era di Raffaele Lombardo, sembra destinata a protrarsi sotto il segno di Crocetta. Che fa e disfà a suo piacimento, trattando i partiti alla stregua di ospiti sgraditi.

"Sí rassegnino", disse qualche giorno fa il presidente, parlando dei partiti e manifestando la sua intenzione di stringere i tempi sulla giunta. Alla fine Crocetta l'ha spuntata, così come l'ha spuntata sulla linea della giunta senza deputati, linea subito sposata da Gianpiero D'Alia e maldigerita invece dal Pd, che nell'accettarla ha trasmesso un'immagine da forche caudine. Le scelte del governatore solista hanno portato il Partito democratico siciliano sull'orlo di una crisi di nervi, prima ancora dell'insediamento dell'Ars. Tra i deputati serpeggiano malessere e smarrimento. Il messaggio che Crocetta ha lanciato verso l'esterno e cioè che chi ha consenso diventa un problema, per dirlacon le parole di un amareggiato esponente dell'Udc, non può certo piacere troppo ai deputati.

Ma se nella coalizione di Crocetta le scarpe cominciano a star strette, fuori dai confini dell'alleanza crocettiana si accalcano già ammiratori più o meno interessati che plaudono al governatore. Parole allo zucchero e miele arrivano dal Cantiere popolare, che non sa più come far sapere al mondo di essere pronto a votare Ardizzone presidente dell'Ars. Dalla corrente pistoriana dell'Mpa arrivano ancora ammiccamenti, stigmatizzati da Lombardo. Anche in Grande Sud si guarderebbe a Crocetta con interesse, e persino quegli ossi duri del Movimento 5 Stelle hanno lasciato le porte aperte al confronto col governatore. Morale della favola: nessuno è indispensabile. Anche senza una maggioranza di partenza. Perchè se la scorsa legislatura qualcosa ha insegnato, è che nell'era dei partiti liquidi, il trasformismo è diventato più semplice che mai. E alla fine, in Aula, i voti che servono si trovano sempre, come ha dimostrato con il suo spregiudicato stile politico lo spacca-partiti altrui Raffaele Lombardo. Crocetta, politico abile e assai più smaliziato di quanto certa mitologia vorrebbe far credere, ha imparato alla perfezione la lezione. E ha subito preso coscienza delle potenzialità quasi imperiali che la carica e la legge gli consentono. Prova ne è come da subito, prima ancora che i novanta si siano accasati, il governatore ha subito fatto ricorso all'argomento principe, quello brandito come una clava negli ultimi quattro anni e mezzo dal suo predecessore: il voto anticipato. Non vi sta bene? Casomai si torna a votare, ci ha tenuto a ricordare da subito il governatore, richiamandosi al simul stabunt simul cadent che la legge prevede per presidente e Assemblea. Era uno dei ritornelli preferiti da Lombardo. E funziona sempre. Un po' come evocare l'uomo nero ai bambini irrequieti. Nessuno, con l'aria che tira, si sognerebbe di riaffrontare a breve l'incognita totale di un altro voto. Tanto più dopo che l'ultimo ha riaperto le porte dell'Ars solo a un uscente su tre. Non ci vuole il più raffinato degli analisti politici per comprendere che i neodeputati faranno di tutto per scongiurare una roulette russa di quel tipo. È questa l'assicurazione sulla vita (politica) del governatore. Il certificato di garanzia passato dalle mani di Lombardo a quelle di Crocetta, proprio come l'ideale scettro di un monarca. E che i cortigiani si arrangino.

LA GIUNTA A SETTE STELLE DI CROCETTA
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VITA, MORTE E MIRACOLI
DEI DODICI ASSESSORI

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La “giunta dei famosi”, o se preferite “la giunta a 7 stelle”, è  al completo: prima Lucia Borsellino alla Sanità, poi Franco Battiato al Turismo, ora è il turno di Antonino Zichichi, il fisico più famoso d’Italia, che adesso nel suo curriculum, lungo quanto l’intera Divina Commedia, potrà scrivere anche ‘assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana’.
ANTONINO ZICHICHI. Certo, lo scienziato ha ben 83 anni, ma sembra che il neopresidente della Regione non ne faccia poi tanto una questione di età: in alcuni casi, e questo è uno di quelli, conta di più se sei un genio di fama internazionale. Zichichi è  siciliano di origini trapanesi, fisico, scrittore, cattolico, attualmente professore emerito al dipartimento di fisica superiore dell’Università  di Bologna. Ma non è  certamente per questo che il suo nome è conosciuto dalla comunità  scientifica di tutto il mondo. Il suo lavoro al Cern di Ginevra, ad esempio, lo ha portato, negli anni 60, a scoprire il primo esempio di antimateria nucleare, e in seguito ha ideato e fondato i laboratori nazionali del Gran Sasso,  che si sono dapprima aggiudicati il record di laboratorio sotterraneo più grande al mondo, e che recentemente hanno ospitato il famoso esperimento che, se confermato, sconvolgerebbe le leggi della fisica finora conosciuta: esisterebbero, cioè, delle particelle (i neutrini) che possono viaggiare più veloci della luce. Ma la carriera di Zichichi è andata anche oltre, e lo ha portato ad essere prima presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e poi presidente della Società europea di fisica, oltre che cittadino onorario di alcuni paesi e membro di alcune sedi europee dell’Accademia delle scienze. Con 6 lauree honoris causa nelle università di Pechino, Buenos Aires, Malta, Bucarest, Arizona e Torino, per niente stanco ha anche fondato il centro “Ettore Majorana” per la cultura scientifica, con sede a Erice, e in seguito ha istituito, con il medesimo nome, una fondazione che comprende 123 scuole post-universitarie per la ricerca scientifica, e che mette a disposizione anche borse di studio per gli studenti meritevoli. Autore di numerosi saggi di divulgazione scientifica, nei quali il fisico si  è sempre espresso in disaccordo con l’opinione diffusa secondo la quale scienza e fede siano in contrasto, Zichichi, però, non è nuovo nemmeno alla politica. Dopo essersi dichiarato simpatizzante e amico di Silvio Berlusconi, infatti, nel 2005 venne proposto come candidato a sindaco di Roma, ma lui rifiutò. La sua vicinanza al Pdl, comunque, non ha scoraggiato il presidente Crocetta, che in nome di una giunta di “alto profilo” dalla quale rimanessero fuori i volti classici e noti della politica e, soprattutto, i deputati di Sala d’Ercole, gli ha proposto l’incarico di assessore che, stavolta, il fisico ha accettato. E se la sua indubitabile esperienza da scienziato gioverà in qualche modo alla Sicilia, lo scopriremo tra qualche tempo.
FRANCO BATTIATO. Il maestro ricopre l’incarico di  assessore al Turismo. Dopo un breve momento di incertezza, la sua presenza è stata confermata. “Faremo tra l’altro una proposta di legge per  creare nell’assessorato Turismo il Dipartimento alla Cultura, in modo  da permettere a Franco Battiato una funzionalita’ operativa diversa”, ha detto in seguito il presidente Crocetta. Franco Battiato è nato a Jonia (CT) nel 1945. Sin dai primi anni. Come rivelano le numerose fonti sulla sua figura, tra cui il sito ufficiale,  dal   ’70 partecipa attivamente alle correnti di ricerca e sperimentazione. Le sue prime incisioni discografiche escono per l’etichetta sperimentale Bla Bla, dal 1971 al 1975. Nel 1979 pubblica L’Era del Cinghiale Bianco, primo lavoro con la Emi Italiana. Seguono Patriots (1980) e, nel 1981, La voce del Padrone, che staziona al vertice della classifica italiana per un anno vendendo oltre un milione di copie. Diventa un “caso”, materia di studio e fonte d’ ispirazione. Nel 1991 Battiato incide Come un Cammello in una grondaia. L’album contiene anche il brano Povera Patria, che diviene un simbolo di impegno civile. Nel settembre del ’94, su commissione della Regione Siciliana per l’ottavo centenario della nascita di Federico II di Svevia, viene rappresentata nella Cattedrale di Palermo l’opera Il Cavaliere dell’intelletto, su libretto del filosofo Manlio Sgalambro. Nell’autunno del ’96 la Polygram pubblica L’imboscata. Uno dei brani dell’album, La cura, è riconosciuto Miglior Canzone dell’Anno al Premio Internazionale della Musica. Nel giugno 2000 esce Campi magnetici, disco che contiene le musiche del balletto commissionate dal Maggio Musicale Fiorentino. Nel maggio 2003 esce nelle sale PERDUToAMOR, esordio cinematografico alla regìa di Franco Battiato. Il film, scritto con Manlio Sgalambro e riconosciuto d’Interesse Culturale Nazionale, racconta la vita  di Ettore nella Sicilia e nella Milano degli anni ’50 e ’60.
DARIO CARTABELLOTTA. Nato il 14/9/1969, palermitano, si è laureato  in luglio 1992 in scienze agrarie presso la Facoltà di Agraria di Palermo con la votazione di 110/110 con lode e la menzione speciale sulla tesi “Le possibilità di utilizzazione della cianamide idrogeno nella viticoltura da tavola in Sicilia “. In  gennaio 1993 ha conseguito l’abilitazione alla professione di agronomo in aprile 1995 il diploma di specializzazione in agrometeorologia presso il FORMEZ di Napoli con stage specialistici al Servizio meteorologico dell’Emilia-Romagna, l’Ufficio Centrale di Ecologia Agraria e il Servizio Meteorologico Nazionale di Israele. Nel biennio Luglio 1992- ottobre 1994 è stato contrattista per attività di ricerca presso l’Università degli studi di Palermo-Dipartimento di Colture Arboree nell’ambito del progetto “Miglioramento qualitativo dell’uva da tavola” . Nel periodo Ottobre 95- Luglio 01, è stato Dirigente Tecnico del Servizio Agrometeorologico Regionale,Gennaio 98;  nel periodo agosto 2001 – Gennaio 2003, Dirigente della Segreteria tecnica dell’Assessore Regionale Agricoltura e Foreste con incarico alle politiche di innovazione in agricoltura; fra il mese di Agosto 02 e Dicembre 04,  Dirigente Coordinatore della Task-force per l’emergenza siccità in zootecnia per la gestione degli interventi previsti dal Dipartimento nazionale della protezione civile; Gennaio 03 – Ottobre 06: Dirigente del IX Servizio Regionale – Servizi allo Sviluppo del Dipartimento Interventi strutturali dell’Assessorato Agricoltura e Foreste. Ha diretto l’attuazione dei progetti, tra gli altri: Innovazione e ricerca nella filiera vitivinicola: selezione clonale, zonazione e valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani con i seguenti sottoprogetti: · Selezione genetica e sanitaria dei vitigni autoctoni siciliani;· Studio dei fattori ambientali e colturali sulla sintesi dei metaboliti primari e secondari nelle cultivar autoctone ed internazionali; · effetti salutistici dei vini siciliani; Recupero e valorizzazione del germoplasma viticolo presente presso il Vivaio – Miglioramento della qualità dell’olio di olivo in Sicilia;  Caratterizzazione e valorizzazione dei prodotti di qualità dell’agroalimentare siciliano (vino, olio, ortofrutta, prodotti zootecnici) soprattutto finalizzata all’ottenimento del riconoscimento europeo DOP e IGP; la  Realizzazione di una rete di laboratori per l’agroalimentare e l’ambiente in Sicilia – La ricerca agrometeorologica per la vocazionalità del territorio e l’efficienza dell’irrigazione;  Agrobiodiversità e Risorse genetiche Vegetali per l’agricoltura e l’ambiente in Sicilia ecc… . Nel suo curriculm ci sono molti incarichi di responsabilità  :  Dirigente Generale del Dipartimento Interventi Infrastrutturali dell’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana,  Commissario Unico dei Consorzi di Bonifica della Sicilia : Dirigente generale dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino della Regione Sicilia dove, tra l’altro, si è occupato della Certificazione dei Vini di Sicilia a Denominazione di Origine (DOC), quale soggetto riconosciuto dal MIPAF ai sensi della normativa comunitaria e a seguito di procedura di accreditamento internazionale per la comptenza, la specificità  e l’imparzialità; della  Valorizzazione enogastronomica dei territori di Sicilia per favorire la vendita diretta, l’enoturismo e la formazione di una cultura Wine in Moderation secondo le strategie formulate dall’Unione Europea e della  Formazione delle imprese su innovazione, export management ed enoturismo.
LUCIA BORSELLINO. Borsellino non è soltanto la figlia del giudice Paolo, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio del ’92. Lucia Borsellino è anche una giovane donna, laureata in farmacia, che da pochi giorni ricopre l’incarico di assessore alla Sanità della giunta Crocetta. Ma il neoassessore, che in giunta ha preso il posto di Massimo Russo, al quale è considerata molto vicina, in realtà lavora per la Regione da parecchio tempo. Finiti gli studi e presa l’abilitazione, infatti,  ha iniziato a lavorare all’assessorato alla Salute. La Borsellino ha iniziato la sua carriera come dirigente presso il servizio “Farmaceutica”, con competenze in materia di assistenza farmaceutica e farmacovigilanza. Nel 1995 è diventata componente della commissione di studio per la revisione e l’aggiornamento del “prontuario terapeutico ospedaliero regionale”, dove sarà poi riconfermata nel ’99 e, in seguito, è stata membro della commissione regionale trapianti. Nel corso della sua carriera ha lavorato anche per il decentramento delle farmacie nella regione e ha bandito concorsi per l’assegnazione di sedi farmaceutiche, fino a quando è diventa dirigente del servizio “Ospedalità privata”, dove si è occupata di strutture sanitarie di ricovero e di cura private e di ambulatori polispecialistici di emodialisi. Quando Massimo Russo è diventato assessore alla Salute del governo Lombardo, la figlia del magistrato è entrata a far parte della segreteria tecnica dell’assessore, con il quale ha lavorato al cosiddetto “piano di rientro”. L’accordo, siglato tra la Regione Siciliana e il Ministero della salute, prevedeva una serie di interventi  finalizzati a ristabilire l’equilibrio economico-finanziario della regione,  era stato firmato nel 2007, ma in seguito alle vicissitudini del governo regionale (Totò Cuffaro si è dimesso nel 2008), è stato poi considerato mantenuto soltanto il 6 aprile scorso, quando il Ministero ha ritenuto adeguato il programma operativo del triennio 2010-2012. L’ultimo ruolo istituzionale che la Borsellino ha ricoperto è stato quello di dirigente generale del dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, dal quale si è dimessa dopo aver accettato la proposta del neogovernatore di entrare in giunta.Insomma, Lucia Borsellino aveva tutti i requisiti che il presidente della Regione cercava in qualcuno che potesse ricoprire il ruolo di assessore nella sua giunta: un nome importante, un alto profilo lavorativo, la giovane età  e, soprattutto, il genere. Lucia Borsellino è una donna, la prima nominata in un governo (quasi) tutto “rosa”.
MARIELLA LO BELLO. Candidata a sindaco di Agrigento alle amministrative scorse, Mariella Lo Bello, sindacalista della Cgil, è il nuovo assessore al Territorio, in quota Pd,  della giunta Crocetta.Sposata, mamma di due figli e nonna, la Lo Bello ha 55 anni ed è nata ad Agrigento, dove vive tutt’ora e dove ha preso la maturità scientifica. Dopo due anni alla facoltà  di matematica ha abbandonato gli studi e ha cominciato a lavorare alle Poste, ma entrata nel mondo del lavoro, subito ha iniziato la sua esperienza nel sindacato: ad Agrigento è stato il primo segretario generale donna del sindacato dei pensionati, poi è approdata alla Camera del lavoro della sua città ed in seguito è diventata segretario provinciale della Cgil. Mai stata impegnata in politica, mai fatto vita di partito, la Lo Bello ha avuto qualche esperienza all’interno di circoli socialisti, ma alle ultime elezioni amministrative è stata candidata a sindaco di Agrigento da una coalizione che comprendeva Pd, Mpa, Fli e Api.  Avendo, però, ottenuto poco più di 5 mila voti, non è riuscita ad approdare al ballottaggio.
ESTER BONAFEDE. Ester Bonafede si laurea in architettura il 26 Ottobre 1989 presso l’Università degli Studi di Palermo con la votazione di 110 e lode. Si abilita all’esercizio della professione di Architetto nella II sessione del 1989 conseguendo il Dottorato di Ricerca in “Rilievo e Rappresentazione del Costruito con sede amministrativa”,  presso l’Università di Palermo. Sostiene l’esame finale, invece, all’Università “La Sapienza” di Roma il 12 Maggio 1998 e pubblica la Tesi, dal titolo: “Carlo Scarpa: il Dominio del Dettaglio” depositata, in seguito,  nella Biblioteca Nazionale di Firenze.  Fin dai primi anni della sua carriera riceve incarichi di docenza presso l’Università di Palermo, nonché di progettazione comunitaria e progetti speciali. Dal 2006 al 2011 la dottoressa Bonafede riveste il ruolo di Consigliere nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Massimo di Palermo . Dal 2011 è membro, in quota comune di Menfi, del Consiglio di Amministrazione della società Marina, amministrando la progettazione del nuovo Porto, di Porto Palo e dallo scorso Aprile ricopre la carica di assessore alla cultura del comune di Sambuca di Sicilia. Tra i diversi mandati si annoverano quelli di stampo artistico e  culturale, infatti dal 2007 ad oggi, la dottoressa Bonafede è sovrintendente della  Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
LINDA VANCHERI. È laureata in lingue contemporanee e straniere moderne.    Nissena d’adozione ha prestato prevalentementa la sua opera per la Confindustria, dove ha collaborato a lungo con l’attuale Presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante. In particolare, ha esercitato i seguenti ruoli per Confindustria Sicilia: Responsabile Internazionalizzazione Orientamento e coordinamento della rete d’internazionalizzazione; responsabile di presidenza dei rapporti istituzionali con il territorio;  team supporter per i protocolli di promozione e diffusione della cultura della legalità con le Istituzioni; responsabile di Direzione dei rapporti di comunicaziuone con la stampa.    Linda Vancheri ha affiancato l’ex assessore assessore alle attività produttive, Marco Venturi, durante il governo Lombardo. E’ stata componente esterna della Cabina di regia della Commissione per l’Internazionalizzazione presso il CIPE, Presidenza Consiglio dei Ministri. Ha lavorato per l’Unmioncamere Sicilia e l’ Ufficio immigrazione della Questura di Caltanissetta.
PATRIZIA VALENTI. Nata il 15/01/1959, è responsabile dell’Area Ricerca e Sviluppo dell’Università di Palermo. Laureata in Scienze agrarie e tecniche di gestione aziendale, ha conseguito nel 1991 l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole medie superiori per la classe di concorso “”. Ha ottenuto una  Borsa di studio della Commissione Europea per l’approfondimento delle tematiche relative alla fisica del suolo ed il completamento della tesi di laurea, a carattere sperimentale, inserita nel programma Agrimed della CEE, svolta presso la Station de Science du Sol – INRA Avignon (France), nel periodo dal Maggio 1993 al Novembre 1993.  E’ stata Dirigente della Direzione Rapporti Extraregionali della Presidenza della Regione per il coordinamento tra le amministrazioni regionali e quelle statali e comunitarie per l’attuazione dei programmi cofinanziati con i fondi strutturali in Sicilia (Programmi Operativi Plurifondo, LEADER, progetto pilota Agrind,..); Capo della Segreteria tecnica del Presidente della Regione nella XIV Legislatura, Presidente del Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) dal 4 aprile 2008 al 20 luglio 2009, Capo di Gabinetto dell’Assessore regionale all’Agricoltura e alle Foreste, con compiti di raccordo con gli altri organi istituzionali nonchè tra le attività di indirizzo e le attività di gestione dell’Assessorato; Capo di Gabinetto Vicario dell’Assessore regionale al Territorio ed Ambiente, con delega  ai piani di sviluppo settoriali ed alla programmazione economico-finanziaria, nonché alla programmazione regionale, nazionale e comunitaria.  Ha svolto attività didattica nell’ambito dei corsi di aggiornamento professionale.
NICOLO’ MARINO. Riceve le deleghe all’Energia e ai servizi di pubblica utilità. Il magistrato della Dda di Caltanissetta,  è espressione diretta del presidente. Il suo ruolo consiste nel “fare l’assessore continuando a fare il magistrato”.  Nicolò Marino è nato a Caltagirone nel 1960. Magistrato dal 1986, ha iniziato la carriera come giudice del Tribunale e della Corte di Assise di Siracusa; dal 1990 al 2003 ha svolto le funzioni di sostituto della Procura della Repubblica di Catania, presso la quale ha fatto parte della Direzione Distrettuale Antimafia.  L’incarico più recente infine quello di procuratore antimafia della Dda di Caltanissetta.
FRANCESCA D’AMELIO. Francesca Basilico D’Amelio non ci capita nè ci arriva per caso nelle stanze della politica siciliana. E Se il gradimento dell’area D’Antoni ha completato l’identikit cercato da Crocetta per un posto in giunta di prestigio, non è forse sbagliato immaginare che il nuovo governatore abbia voluto mettersi dentro una persona autorevole di raccordo con Roma, sia nella stagione del montismo , al di là di ogni sua eventuale e possibile replica, sia nei governi politici che potranno succedergli , viste le frequentazioni bipartisan del nuovo assessore. Conosciuta ed apprezzata da Bersani, ha ricoperto tra gli altri, i seguenti ruoli : capo della segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo, capo della segreteria tecnica del Ministero dell Salute ed è stata anche nel consiglio d’Amministrazione del Consiglio superiore della Sanità. Avrà certamente da affrontare il delicatissimo problema della finanze dellla Regione della Sicilia, e rendersi uffciale di collegamento più che credibile nel difficile dialogo romano.
ANTONINO BARTOLOTTA. Una piccola eccezione al teorema per cui non ci dovevano essere politici in giunta per Bartolotta Crocetta in effetti l’ha fatta. Bartolotta, 42 anni è segretario provinciale del PD di Messina e già sindaco di Savoca ed ha ricoperto diversi ruoli con incarichi politici nel territorio messinese. Crocetta punta su di lui anche per le buone entrature nell’area di centro anche al di fuori del PD. Si dice infatti sia apprezzato anche negli ambienti d’area del centro post democristiano.
NELLI SCILABRA.Tecnico della poltica è invece Nelli Scilabra, agrigentina , la risposta più d’impatto che Crocetta, al limite della proovocazione ha voluto dare, rispondendo alle istanze del mondo giovanile. La Scilabra è stata ad un passo dall’essere candidata alle scorse politiche, e pur non riassumendo un area di riferimento, è vicina a Pino Apprendi. Porterà le istanze della rappresentanza universitaria da cui proviene, nel difficile momento di dialogo tra giovani e politica.

L’ESTRO DEL GOVERNATORE E IL PRAGMATISMO DI D’ALIA
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IL REALITY DI CROCETTA: VALENTI 
E CARTABELLOTTA NELL’ISOLA DEI FAMOSI

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L’estro di Rosario Crocetta e il pragmatismo di Gianpiero D’Alia: il primo ha cercato di scompaginare i giochi, lasciando sull’uscio partiti e deputati regionali; il secondo ha badato al sodo, mandando al governo quelli che conoscono la macchina dell’amministrazione regionale. Non è che si siano messi d’accordo attorno a un tavolo  per spartirsi i compito e costruire la miscela “perfetta”, le cose si sono messe in modo da fare prevalere i bisogni elementari di entrambi. Rosario Crocetta voleva stupire e comunicare la sua autonomia dalla nomenclatura, Gianpiero D’Alia si è preoccupato di assicurare alla sua parte, e per molti versi allo stesso governo, una presenza forte ed ha scelto Dario Cartabellotta e Patrizia Valenti, che si trovano a loro agio nella complicata macchina amministrativa regionale e possiedono le competenze necessarie per governarla.
 Ester Bonafede, che del trio di D’Alia è l’unica esterna alla Regione, è frutto di una scelta meditata (a lungo), alla quale hanno concorso il genere (anche l’Udc mette in prima fila le donne), la fedeltà politica personale e familiare (nell’Udc fin dal tempo di Cuffaro, e il marito, magistrato, ex deputato Udc).
Rosario Crocetta si è preoccupato di fare decollare il suo governo dapprima nel cuore dei siciliani. Sedurre la Sicilia per farla innamorare della Regione, con nomi e cognomi di grande effetto, come Franco Battiato e Antonino Zichichi. Nelli Scilabra è un “omaggio” al movimento studentesco, una risposta alla distanza, siderale, che corre fra i giovani e le istituzioni. Nelli è una leader del movimento, con radici politiche salde. Una donna che “governa” le idee e i bisogni prevalenti dei suoi coetanei, una leader precoce e tenace. Molta grinta e molto entusiasmo. C’è chi l’ha salutata come un segno del destino (benevolo), e chi al contrario ne ha fatto il simbolo delle invenzioni del governatore, una specie di schiaffo ai partiti ed ai parlamentari, sui quali è stato posto il veto sin dalla prima ora.
La selezione di Crocetta annovera anche una “competenza” ministeriale, Francesca Basilico D’Amelio, una vita nei Palazzi romani, un tecnico di indiscusse capacità, una rappresentante del mondo dell’Impresa – Linda Vancheri – e del mondo del lavoro (la sindacalista Mariella Lo Bello) . I giovani, l’impresa e il lavoro: ci sono, sulla carte, le risposte alle emergenze del momento.
 Non c’è il pragmatismo di D’Alia? A prima vista è così, ma corrispondere con puntualità e tempestività alla “domanda” prevalente, è anche pragmatismo, non solo immagine e buona comunicazione. Seduzione, dunque, ma piedi per terra.
 Hanno fatto tutto da soli,  Crocetta e D’Alia, i dioscuri della nouvelle vogue? Hanno davvero rotto con il passato, recente e non? Hanno messo insieme le competenze che servono? Hanno le carte per tenere insieme una maggioranza nell’Assemblea regionale?
Al primo quesito, se abbiano fatto da soli, possiamo rispondere senza indugio: nient’affatto. Eppure Crocetta passa come un condottiero solitario. La ragione è semplice: ha cercato a Roma consensi autorevoli, tenuto fuori la Sicilia politica, ascoltato i suggerimenti della Confindustria e coinvolto il sindacato.
Questa ed altre domande tengono banco,  le risposte sono molteplici e risentono tutte quante, nel mondo politico, delle aspettative,  deluse o soddisfatte. Fuori dai Palazzi le novità sono accolte, invece, con curiosità e, in molti casi, con un pizzico di ottimismo. Insomma, ci si chiede se sia la volta buona.
 Umori, dunque. Non saranno questi a decidere della sorte del governo. Quel “vedremo quanto dura” twittato dall’ex capogruppo parlamentare Pd, Antonello Cracolici, è risuonato nell’informazione, come una campana a morto. E’ il segno dei tempi, che trasformano il cinguettio in un colpo di cannone. Cracolici è perplesso, quanto e più di molti deputati regionali e leader che non hanno trovato ascolto nella fase di preparazione e composizione della giunta di governo.
Avranno tutti il modo per farsi valere dal 4 dicembre prossimo, giorno della prima seduta della legislatura. Non avranno disposizione gli effetti speciali, come il governatore, ma dispongono del potere decisionale. Una deterrenza “spaventosa” per il governo senza maggioranza, altro che cinguettii, ma non illimitata. Il popolo sedotto avrà bisogno di essere assecondato. Dovranno, tutti quanti, stare in campana. Se accanto al legittimo bisogno di fare la propria parte ed essere ascoltati, c’è dell’altro, le cose si complicano e potrebbe diventare un boomerang.
 Mai come ora l’esecutivo e il legislativo sono così riconoscibili: il lavoro dell’uno e dell’altro può essere giudicato, condiviso o meno. Nessuna commistione che non sia il confronto d’Aula.
 L’Isola dei famosi, messa in piedi da Crocetta, può contare su una platea affollata  e interessata alla sorte dei suoi protagonisti. Se la deterrenza di Sala D’Ercole è spaventosa, quella dell’Isola non scherza.

domenica 25 novembre 2012


IL NUOVO GOVERNO

Tra alabarde spaziali e pulcini cardiopatici 
La prima riunione della super-giunta Crocetta



Come sarà la prima riunione della giunta Crocetta. Chi la immagina in un modo, chi in un altro. Tranquilli, ve la raccontiamo noi. La giunta dei super-eroi.

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La giunta versione super-eroi
PALERMO-  Di buon mattino l’assessore Franco Battiato si reca a Palazzo d’Orleans. Tra le brume dell’alba scorge una figura assorta in meditazione. Fa freddo. Il profilo è rigido, quasi ibernato. A Franco pare di cogliere una sfumatura familiare. E’ lui o non è lui? Ma sì, ma sì! Un sorriso. Un balzo. Franco si avvicina. Ride, mentre il cielo si oscura perché Battiato che ride due volte (la prima nella famosa foto con Crocetta) in un millennio è un evento biblico. A Franco si illuminano gli occhi sumeri e anche un po’della dinastia dei Ming. La faccia è quella di un bimbo che abbia appena rubato un barattolo di dieci chili di Nutella del frigorifero. Quei capelli candidi, quelle rughe celesti. L’assessore Battiato non si contiene. Grida: “Manlio, Manlio!” (in do diesis). Sgalambro si gira di scatto. Non sembra contento. Dice: “Sono il professore Zichichi”. Comincia la giunta che dà l'avvio all’era Crocetta.

Dopo un po’ arrivano gli altri. Il bidello di Palazzo d’Orleans chiama l’appello: “Maestro eccelso Franco Battiato, professor illustrissimo Antonio Zichichi, attia ddocu”. L’ultima specificazione è per l’assessore alla Formazione, Nelli Scilabra. Che non è da sola. Il presidente della Regione si è reso conto che una studentessa fuori corso in giunta sarebbe mal tollerata. Così ha scritto un decreto universale sul rovescio della copertina dell’ultimo numero di ‘Panorama’ che consentirà all’assessore Scilabra di dare tutti gli esami in uno, con un semplice test di cultura generale. Nelli è una ragazza responsabile e ha portato con sé la sua vecchia maestra delle elementari che funge, appunto, da esaminatrice. La Sicilia non può attendere. La prova sarà sostenuta in giunta.

Si accomodano tutti al tavolo della Presidenza, ma prima l’assessore Marino ha cura di prendere le impronte digitali di ognuno. Il presidente non c’è. Franco Battiato e Antonio Zichichi, nel frattempo, intavolano una dotta discussione. “Egregio professore, lo sa che quando erano pieni gli alberghi a Tunisi nelle serate estive…”. “Caro maestro, v=lim∆t0 ∆x/∆t= dx/dt lim ∆t0 [x2 (t+∆t)-x1(t)”. Dal fondo della stanza si ode una voce: “No, Nelli, l’angolo retto non bolle a cento gradi”. E’ la maestra. Elementare. Si spalanca la porta. Entra un uomo con gli occhiali e la cravatta, molto elegante. In un sol colpo gli assessori si alzano e battono calorosamente le mani. Il coro tipo Antoniano, con Battiato che dirige: “Benvenuto presidente”. “Scusate, sono l’usciere. Volevo dirvi che il governatore ritarda”. Si siedono. Nell’aria c’è come un leggero sentore di mestizia.

L’assessore Basilico tossicchia si schiarisce la voce e inizia una lezione di economia e calcolo, con domandone finale: “Se ci sono cinque pulcini (Pio non c'è, va bene!?  ndr) sul ciglio della strada, passa un trattore e ne investe due, quanti pulcini restano?”. Nelli Scilabra fissa la maestra con espressione interrogativa. “Treeeee”, rispondono trionfanti gli altri. “No – conclude l’assessore Basilico – . Sono cardiopatici e muoiono per il dispiacere eh eh eh”. Gli assessori si danno di gomito. Bisogna capirla: è laureata in Lettere.

Si spalanca la porta. Entra un uomo con la cravatta molto elegante. “Minghia, Messina Denaro”, scatta l’assessore Marino. Battiato si risente: “Scusa, Manlio, che ci azzecca la dinastia dei Ming?”. Gli altri si alzano in piedi. Battono calorosamente le mani. Il coro: “Benvenuto, presidente”, sulle note di 'Stranizza d'amuri'. L’assessore Bonafede accenna un passo di danza. Zichichi esclama: “Alabarda spaziale!”. Totuccio Spanò, addetto alle pulizie, inteso ‘Lord Brum Brum’ per la sua ricercatezza nel vestire e per il motorino capriccioso, ringrazia con un mezzo inchino, richiude la porta e se ne va. L’assessore Bartolotta fa una faccia da assessore Bartolotta. Cioè, non se ne accorge nessuno. Dal fondo della sala si sente una voce: “Noooo, Nelli, i pesci non hanno i polmoni. No! No!”. Nell’aria c’è come un leggero sentore di confusione. All’assessore Lo Bello gira la testa. Ha un mancamento. Repentina, l’assessore Borsellino chiama l’ex assessore Russo e chiede: “Tachipirina o aspirina?”.

Blitz. Si spengono le luci. Irrompe Antonello Cracolici vestito da partigiano, con Lumia a tracolla. Affigge alla parete un poster dell’ex presidente Lombardo e si dilegua. Momenti di silenzio. Si ode solo un flebile sussurro dell’assessore Marino: “Era Messina Denaro?”. Si riaccendono le luci.

Tra l’assessore Battiato e l’assessore Zichichi monta una certa tensione. Battiato: “E avete voglia di mettervi profumi e deodoranti, siete come sabbie mobili tirate giù”. Zichichi: “Raggio gamma e supercollisore. Tiè!”. “Noooo, Nelli, non si scrive accuario”.

Si spalanca la porta. Un colpo di vento. L’assessore Marino: “Minghia, Messina Denaro”. Battiato si incacchia, gli tira uno schiaffone, ma becca l’assessore Zichichi che urla: “Maglio perforante”. Zichichi cafudda un pugno alla disperata. Il cazzotto prende in faccia l’assessore Scilabra. “Nooo, Nelli, non si dice: ho caduta”. L’assessore Borsellino chiama l’ex assessore Russo: “Com’è il numero? Centodiciassette?”. L’assessore Marino si avventa verso la porta. Inciampa sull’assessore Scilabra, esanime: “Minghia!”. Battiato accoltella Zichichi con la zanna di un cinghiale bianco che aveva nel taschino. Sbaglio c’è. Stavolta era proprio Sgalambro.

“Ufo robot, ufo robot!”, “Manlio!”, “No, Nelli, non si dice: mi ho fatto male”. Ecco, finalmente, il presidente. I superstiti fanno la ola. Tutti in coro: “Ciao, Raffaeleee!”.

A Enna grande mobilitazione di studenti e docenti



Forse è troppo azzardata paragonarla alla Primavera Araba. Ma quello che sta accadendo nelle scuole di Enna, mobilitazione insieme di docenti, studenti e genitori, al di là delle proprie convinzioni politiche e delle appartenenze sindacali, è una vera e propria presa di coscienza di un sistema che non regge e che quindi va cambiato. Dunque, sulla scia di quanto sta succedendo nelle scuole superiori della Sicilia e nel resto dell’Italia, anche a Enna, ieri nel corso dell’affollatissima manifestazione organizzata dalla Flc-Cgil (migliaia i partecipanti), è stato lanciato un segnale chiaro: “I lavoratori della scuola e studenti –afferma la segretaria provinciale Angela Accascina - si sono uniti per protestare contro i nuovi tagli previsti dalla legge di stabilità, contro la revisione degli organi collegiali contenuta nell’ex legge Aprea e contro il concorso del ministro Profumo, che è diventato una farsa”. Tutti gli Istituti superiori si sono uniti per una protesta pacifica, mai arrogante. Gli studenti, come hanno testimoniato in questi giorni attraverso le pagine del nostro giornale, hanno a cuore il loro futuro. “Non è questa la scuola che dovrebbe formare i cittadini del futuro –dicono all’unisono i ragazzi del liceo scientifico “Farinato” - che  alle 8,30  un’ora prima che si recassero in p.zza Europa per partecipare al corteo, hanno abbracciato idealmente la loro scuola tenendosi per mano e formando un cordone umano attorno a tutto l’edificio. Quindi, d’ora in poi, guai a chiamare Enna città dormiente: è una città reattiva, almeno da parte delle nuove generazioni. Il corteo lungo e partecipato che da p.zza Europa ha sfilato per v.le IV Novermbre e via Roma è arrivato in p.zza Vittorio Emanuele con striscioni e slogan. I manifestanti hanno urlato ripetutamente a squarcia gola: “La scuola non si tocca, la difenderemo con la lotta”; “Il futuro siamo noi”; “La crisi non la paghiamo noi”. Tra i cartelli e gli striscioni: “Perchè privarci dell’istruzione per avere più potere voi? Non ci stiamo”; Manovre sbagliate- Schettino: affonda la Concordia; Monti affonda l’Italia”; “Sono un’insegnante di...sosdegno”. “Chi ha frequentato una scuola superiore alcuni decenni fa –commenta il prof. Angelo Caccamo dell’Itcg- non può non ricordare un’autogestione. Quanti ministri della Pubblica Istruzione hanno apportato modifiche al sistema scolastico contestate dagli studenti con occupazione e autogestioni. Ma oggi è diverso. C’è un grande disagio sociale e questa cosa è grave. Siamo in mezzo ad una strada”. “Siamo soddisfatti per la riuscita della manifestazione – sottolineano i rappresentanti degli studenti degli istituti-. E’ importante far comprendere ai giovani, che siamo in molti ad essere preoccupati per il futuro. Dobbiamo unire le nostre voci disunite, in un unico coro, per denunciare tutti i problemi della nostra società. Vogliamo – aggiungono-  far capire a chi vive in questo territorio che siamo pronti a manifestare ancora per tutto ciò che ci riguarda direttamente”. Alla manifestazione ha partecipato anche il sindacato Gilda, firmatario a livello nazionale dell’accordo con Cisl, Uil, Snals Confsal e il governo. “Aderiamo alla contestazione –dice la segretaria provinciale, Rita Riccobene- pur avendo ottenuti dall’incontro con il governo due punti importanti: riduzione dell’orario e gli scatti. Ma continuiamo nella contestazione affinché non venga distrutta la scuola statale”.

Giacomo Lisacchi

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sabato 24 novembre 2012


LA NUOVA GIUNTA

Il governo c'è, le polemiche pure



Il governatore ufficializza la squadra: sette le donne. La linea del no ai politici imposta da Crocetta alla coalizione è passata, ma ha lasciato strascichi polemici tra i Democratici. La giunta più rosa di sempre si è completata con i nomi dei tecnici proposti dall'Udc. Adesso la partita si sposta all'Ars

PALERMO- Alla fine, Crocetta è stato accontentato. Con buona pace di mal di pancia e mugugni, il Pd è venuto incontro alle richieste del governatore, sposando, senza tropi entusiasmi, la linea del niente politici in giunta. Dopo uno stillicidio di nomi bocciati uno dopo l'altro dal presidente, i democratici si sono mossi sulla strada delle candidature tecniche, rispettando comunque gli equilibri interni delle correnti. In serata anche l'Udc, che invece si era intestata la linea del governo tecnico, ha presentato i suoi nomi. Completando così la squadra di Crocetta, la più rosa di sempre, con sette donne in giunta. Annunciata col crisma dell'ufficialità poco prima delle dieci sera con un comunicato stampa di Palazzo d'Orleans.

Il segretario del Partito democratico Giuseppe Lupo si è presentato nel primo pomeriggio a Palazzo d'Orleans e alla fine la quadra si è trovata su tre nomi femminili.Quello più sorprendente è quello di Nelli Scilabra, giovane studentessa universitaria, attivista del Pd che è sempre stata vicina a Pino Apprendi, l'ex deputato dato tra i papabili nel toto-assessori dei giorni scorsi. Ma la Scilabra (che va alla Formazione) è anche molto vicina allo stesso Crocetta, che la ha presentata ai giornalisti con evidente compiacimento. Nel frattempo, le altre correnti del partito partorivano altri due nomi femminili. Una era la superburocrate Francesca Basilico D'Amelio, che aveva lavorato fianco a fianco con Bersani e Sergio D'Antoni al ministero dello Sviluppo economico. È lei il nome scelto dall'area di D'Antoni e Lupo, che hanno tirato fuori dal cilindro un profilo che calza a pennello all'identikit del tecnico di alto profilo con buone entrature romane che si cercava per l'Economia. L'altro nome è quello, per il Territorio, di Mariella Lo Bello, la sindacalista della Cgil espressa dalla corrente bersaniana di Angelo Capodicasa e Mirello Crisafulli. Nei piani originali, quella casella sarebbe dovuta andare a Mariella Maggio, tagliata fuori dalla scelta di non inserire in squadra deputati.

Di certo, però, l'aria che tira nel Pd non è delle migliori. Crocetta ha giocato la partita della formazione della giunta imponendo degli aut aut che mediaticamente hanno finito per mortificare i partiti. E il tweet al veleno di Antonello Cracolici, Crocetta ha quasi completato la giunta: vedremo quanto durerà questo governo, la dice lunghissima sul malessere che attraversa le file dei democratici, chiamati peraltro in questi giorni a un lavoro extra per portare al gazebo il proprio popolo.

Le tre donne del Pd più l'outsider Antonino Zichichi, hanno portato a otto il numero degli assessori del nuovo governo Crocetta, aggiungendosi a Lucia Borsellino (Sanità), Franco Battiato (Turismo), Nicolò Marino (Energia) e Linda Vancheri (Attività produttive). Mancavano ancora quattro caselle da riempire. Una toccava ancora al Pd, quella appannaggio della corrente Innovazioni. Gli ex margheritini hanno scelto Nino Bartolotta, segretario del Pd messinese, già sindaco di Savoca, vicino a Francantonio Genovese. Andrà alle Infrastrutture.

Gli altri tre nomi spettavano all'Udc, che ha scelto "tecnici puri". Il  partito di Gianpiero D'Alia ha puntato su Dario Cartabellotta, Ester Bonafede e Patrizia Valenti. Una scelta palermocentrica, per non scontentare le varie anime territoriali del partito. L'Udc dovrebbe incassare anche la presidenza dell'Ars, destinata a Giovanni Ardizzone. L'accordo col Pd c'è.E per la pattuglia "crocettiana" dovrebbe garantire il presidente. Ma bisognerà trovare gli altri voti in Aula. Se ne parlerà a dicembre.

La giunta

Presidente: Rosario Crocetta

Economia: Francesca Basilico D'Amelio

Formazione: Nelli Scilabra

Infrastrutture: Nino Bartolotta

Turismo: Franco Battiato

Lavoro e Famiglia: Ester Bonafede

Funzione Pubblica: Patrizia Valenti

Agricoltura: Dario Cartabellotta

Attività produttive: Linda Vancheri

Cultura: Antonino Zichichi

Sanità: Lucia Borsellino

Territorio: Mariella Lo Bello

Energia: Nicolò Marino