domenica 27 febbraio 2011

Non si uccide così una ragazzina


Un altro cadavere sconciato di giovane donna. Un’altra scoperta macabra, straziante che lascia storditi e angosciati. Perché, perché? Sembrano chiedersi quegli occhi spalancati nell’esperienza solitaria della morte violenta. E sappiamo che sono proprio quelle pupille ingrandite dal terrore le ultime testimoni del segreto omicidio. Loro sanno e noi non sappiamo e forse non sapremo mai cosa è avvenuto precisamente. È anche probabile che proprio per quel loro sapere siano state spente brutalmente quelle pupille infantili. Perché hanno veduto l’odio nel volto dell’assassino, perché hanno incontrato in quel corpo incombente il piacere più torbido e crudele, quello di un essere che schiaccia un altro essere e per un momento si sente onnipotente. Il dio stesso del male spinto dalla forza dell’odio.
Ma da dove deriva tanto odio? Come si può detestare una ragazzina acqua e sapone, che studia danza, che si veste semplice, che non usa il linguaggio della seduzione, che tiene i capelli legati dietro la testa, che non si trucca nemmeno, che va e viene da casa con tranquilla serietà? Come si può considerarla una nemica da punire per il solo fatto di stare al mondo? Perché questo è quello che raccontano gli esperti della psiche: senza che ce ne rendiamo conto, una segreta guerra fra i generi prospera nei sotterranei della vita collettiva. Quegli uomini per fortuna sono una minoranza che fanno coincidere la loro identità sessuale con il dominio, non sopportano le donne, soprattutto quando vanno in giro da sole, con la testa alta, senza fare le gatte innamorate, la sola cosa che appaga il loro senso del rapporto fra i sessi. La paura di quella schiena dritta, di quella testa alta può portare al furore più cieco. Cosa crede di essere questa ragazza che si permette di incedere tranquilla per la strada come se fosse autonoma e libera? Adesso le dimostro io chi è il più forte!
E lì, come spiegano gli psicologi dell’Onu, viene fuori l’arma più antica e comune: lo stupro.L’arma di guerra che gli animali non conoscono e di cui gli uomini fanno largo uso quando vogliono umiliare il nemico. Un atto che non ha niente a che vedere col piacere sessuale, ma con la voglia di mortificare, offendere, distruggere l’altro. L’altra in questo caso, una piccola dolce ma seria e indipendente ragazzina che si permetteva di uscire da sola al calar del sole.
Sarà un orribile deterrente. Che l’assassino o gli assassini non avranno nemmeno voluto. Ma i risultato sono quelli: quanti genitori impediranno da oggi alle loro figlie adolescenti di uscire da sole? Quanta libertà duramente conquistata andrà cancellata per paura ? Questo dimostrerebbe il carattere guerresco di genere che si trova sotto ogni corpo di ragazza ritrovato morto.
Non basta piangere. Non basta recriminare. Bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare sul rapporto fra i sessi, sulla assoluta necessità di coltivare il rispetto per l’altro. Un insegnamento che dovrebbe cominciare nelle scuole primarie ed essere accompagnato dall’esempio degli adulti. Ma gli adulti stanno dando un buon esempio? A voi la risposta.

HARDWARE UNIVERSE, il nuovo portale per l'acquisto di prodotti informatici ed elettronici professionali a Enna. Potrai trovare migliaia di articoli suddivisi per categorie, adatti a qualsiasi esigenza e a prezzi mai visti!

Vieni a trovarci su www.hardware-universe.it

Info e contatti:

0935-41222

328-8446654

info@hardware-universe.it

sabato 26 febbraio 2011

Enna piena di accattoni e mendicanti


Inutile negarlo. La città è piena di persone che, ai semafori, davanti ai supermercati o alle chiese, chiedono, indisturbati, l’elemosina. Si tratta di racket dell’elemosina? Non sta a noi stabilirlo. Di sicuro c’è che tutto avviene nell’assoluta indifferenza delle istituzioni e di chi dovrebbe tutelare il territorio urbano. Chiamateli accattoni, mendicanti; sta di fatto che ormai ce li troviamo ovunque. E non parliamo certo di vere situazioni di bisogno, che vanno risolte dai servizi sociali. I casi più eclatanti. Il primo, incredibile, i semafori di Enna alta e bassa, da anni di fatto sono stati consegnati a dei marocchini che sfruttano il ‘fermo’ delle autovetture e con la scusa di vendere fazzolettini chiedono qualche moneta. Altro caso, quello di donne, probabilmente di nazionalità romena, davanti ai supermercati con in mano un bicchiere di plastica a chiedere l’elemosina. Ovviamente, anche in questo caso nessuno vede niente; così come nessuno nota che qualcuno, con una macchina, all’ora dell’apertura, le accompagna e poi le va a riprendere alla chiusura. Insomma, tutto lascia pensare ad una città lasciata al proprio destino dove chiunque può fare qualsiasi cosa. E quello che accade ai semafori e davanti i supermercati lo dimostrano chiaramente. Un altro problema. In viale Unità d’Italia, di fronte ad un noto negozio di elettrodomestici, è stato collocato da tempo un contenitore per la rccolta degli indumenti usati. Ottimo, qualcuno direbbe. Purtroppo no. Il problema è che il cassonetto non è sorvegliato. Tradotto: chi, spinto dal bisogno, come recentemente abbiamo fotografato, va a rovistare in cerca di un capo di abbigliamento, una volta individuatolo, non rimette a posto, ma lascia tutto il resto a terra. Un comportamento deprecabile, non adottato certo da tutti quelli che hanno bisogno di indumenti usati. Ma, purtroppo, si ripete spesso.

Giacomo Lisacchi

HARDWARE UNIVERSE, il nuovo portale per l'acquisto di prodotti informatici ed elettronici professionali a Enna. Potrai trovare migliaia di articoli suddivisi per categorie, adatti a qualsiasi esigenza e a prezzi mai visti!

Vieni a trovarci su www.hardware-universe.it

Info e contatti:

0935-41222

328-8446654

info@hardware-universe.it

La “guerra della Tarsu” si arricchisce di una nuova puntata

Enna. La “guerra della Tarsu” si arricchisce di una nuova puntata. La Giunta municipale, il 18 e il 21 febbraio, con delibere n.36 e n.37, ha riconfermato la tassa dei rifiuti 2010 e 2009. Tarsu che a sua volta era stata approvata per quanto riguarda il 2010 con delibera di G.M. n.83 del 20 aprile 2010 e per il 2009 con delibera di G.M. n.126 del 25 maggio 2010. Le due delibere del 2010, attualmente, sono oggetto di contenzioso da parte dell’Associazione siciliana dei consumatori che, rivolgendosi al Tar, punta a farle dichiarare illegittime in quanto la competenza della determinazione della Tarsu- secondo un’esplicita norma di legge (art. 32 della legge 142/90 recepita dalla legge regionale 48/91)- non è della Giunta ma del Consiglio comunale. Infatti, proprio in forza di questa legge, i cittadini ennesi stanno facendo ricorso presso la Commissione provinciale tributaria per l’annullamento delle bollette Tarsu 2009. “Sono due delibere –dichiara il presidente del Centro studi “Sen. Antonio Romano”, Mario Orlando- alquanto ambigue; infatti, all’oggetto citano le due delibere precedenti che facevano riferimento ad un regolamento Tarsu approvato nel ‘95. Quest’ultime sembrano invece voler dire che quanto previsto nel regolamento del ’95, cioè che la competenza della derminazione della Tarsu è della Giunta, trova anche “la sua fonte normativa nell’art. 41 dello Statuto comunale, approvato con deliberazione n. 54 del 30/6/93, e modificato con deliberazione n. 18/98 e n.98/2004”. La cosa strana –afferma ancora Orlando- che sia le delibere di Giunta approvate nel 2010 che quelle di alcuni giorni fa, sono in violazione del Regolamento delle entrate tributarie comunali approvato dal Consiglio comunale con delibera n. 17 del 28/4/2007, dove l’art. 5 recita espressamente: 1) “Il Consiglio comunale delibera all’istituzione e all’ordinamento dei tributi. 2) Alla determinazione e all’adeguamento delle relative aliquote e tariffe, nel rispetto dei limiti massimi stabiliti dalla legge, nonchè delle agevolazioni, provvede il Consiglio comunale ad eccezione delle tariffe relative all’imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni e della tassa occupazione spazi che sono di competenza del Sindaco”. Questo regolamento –conclude Orlando- di cui nessuno ne parla, sarà presentato dagli avvocati dell’Associazione consumatori al Tar come motivo aggiunto al contenzioso in atto”.

Giacomo Lisacchi

HARDWARE UNIVERSE, il nuovo portale per l'acquisto di prodotti informatici ed elettronici professionali a Enna. Potrai trovare migliaia di articoli suddivisi per categorie, adatti a qualsiasi esigenza e a prezzi mai visti!

Vieni a trovarci su www.hardware-universe.it

Info e contatti:

0935-41222

328-8446654

info@hardware-universe.it

giovedì 24 febbraio 2011

Villarosa- Aumenta la tassa rifiuti


Piovono critiche sulla tassa rifiuti 2009 stabilita con propria determina dal sindaco Gabriele Zaffora, dopo che il Consiglio comunale aveva approvato il piano economico. “Spiace dover constatare che l’amministrazione –dicono il capogruppo Angelo Faraci e il consigliere Salvatore Bruno della lista di minoranza “Insieme”- abbia rifiutato la nostra collaborazione affinchè insieme si potesse trovare una soluzione per una Tarsu più giusta e più equa per i cittadini”. Intanto, i consiglieri di opposizione legano in una nota il proprio disappunto per quanto sta accadendo a Villarosa. “Su nostra richiesta –è scritto nel documento- abbiamo incontrato l’amministrazione comunale per far luce sull’enorme aumento delle tariffe sui rifiuti decise dal sindaco per l’anno 2009, oltre ad evidenziare tutta una serie di illegittimità. Con grande senso di responsabilità avevamo deciso di offrire all’amministrazione il nostro disinteressato contributo per correggere errori e per alleviare quel peso che i cittadini di Villarosa sono costretti a sopportare a causa di una avventata gestione del bilancio comunale. Dopo aver evidenziato l’irregolarità della notifica; la mancanza di un regolamento che garantisca eguale applicazione della Tarsu per tutti i cittadini; la insufficiente rateizzazione della tassa e tante altre inequità. Avevamo proposto: l’istituzione di una Commissione per la formazione di un regolamento per evitare applicazioni difformi tra cittadini; di eliminare la spesa di notifica perchè errata ed illegittima”. “Non solo –aggiungono Faraci e Bruno-. Avevano chiesto all’amministrazione l’impegno a fornire resoconto delle somme incassate ed il loro utilizzo e di elaborare un progetto per iniziare la raccolta differenziata che ci porterebbe al risparmio e al conferimento in discarica di meno rifiuti. Purtroppo, la risposta è stata no”. “Non è nei miei poteri modificare ruoli già approvati per gli anni precedenti –dichiara il sindaco Zaffora-. E gliel’ho spiegato negli incontri che abbiamo avuto. Avevo dato tutta la mia disponibilità, invece, a discutere per quanto riguarda la Tarsu 2011 e a ragionare di tutto senza nessuna preclusione tranne quelle dovute per legge. Voglio sottolineare –aggiunge Zaffora- che l’amministrazione da me rappresentata non emette tasse irresponsabilmente, ma lo fa nel rispetto delle leggi e soprattutto della comunità che amministra. Il decreto Ronghi dice che la copertura del servizio è a totale carico dei cittadini, a Villarosa ancora siamo al 70%”.

Giacomo Lisacchi

HARDWARE UNIVERSE, il nuovo portale per l'acquisto di prodotti informatici ed elettronici professionali a Enna. Potrai trovare migliaia di articoli suddivisi per categorie, adatti a qualsiasi esigenza e a prezzi mai visti!

Vieni a trovarci su www.hardware-universe.it

Info e contatti:

0935-41222

328-8446654

info@hardware-universe.it

mercoledì 23 febbraio 2011

Sanremo, errori storici e l'ironia di Benigni soffocata dalla necessità di compiacere


Esibendosi sul palcoscenico del teatro Ariston di Sanremo, un Roberto Benigni sottotono, meno istrionico e brillante del solito, ha celebrato con enfasi ufficiale il 150esimo anniversario dell'unità d'Italia, sudando e visibilmente a disagio a causa delle direttive imposte dai vertici Rai che lo hanno tenuto a freno, temendo evidentemente qualche frecciatina irriverente scoccata all'indirizzo del sultano nazionale. Ma l'unico sberleffo arguto è stato concesso nel momento in cui il giullare toscano ha menzionato un altro celebre Silvio, autore de "Le mie prigioni", alludendo ai guai giudiziari del premier. Nella circostanza sanremese il comico di Prato ha denotato una scarsa libertà istrionica e giullaresca, una vena poco caustica e creativa che ha sempre contrassegnato le sue performance. Senza vincoli, Benigni era un ciclone travolgente di surrealismo e satira corrosiva, ma a Sanremo la sua solita verve ironica e dissacrante si è spenta per cedere il posto ad un’insospettabile fede patriottica. Si pensi alla retorica sciorinata sul palco dell'Ariston sul patriottismo e sulla sottile distinzione tra patriottismo e nazionalismo. Invece, a voler essere davvero onesti intellettualmente, bisognerebbe ammettere che il patriottismo è l'anticamera del fanatismo sciovinista, quindi dell'imperialismo e del fascismo. Nella passerella filo-risorgimentale Benigni non ha mancato di esaltare persino i Savoia, definiti come la dinastia più antica d'Europa, come se il primato derivante da un'ascendenza secolare fosse un motivo di vanto, mentre avrebbe dovuto segnalare le gravi colpe, i demeriti e i crimini storici compiuti dai suddetti sovrani, che nei secoli si sono rivelati come la più sanguinaria, oscurantista e retriva fra le famiglie reali europee. D’altronde, è estremamente difficile rendere giustizia a 150 anni di menzogne raccontate dai vincitori e a tonnellate di fango e ingiurie scaricate sulle vittime di una vera e propria invasione militare che è stata, come ogni processo di “unificazione” (o, per meglio dire, annessione) nazionale, un’aggressione barbarica e terroristica, una conquista brutale e sanguinosa che non ha avuto nulla di epico o romantico. Si pensi solo ai milioni di contadini meridionali assassinati dall’esercito occupante, non certo per essere "liberati" dall'oppressione della Casa di Borbone del Regno delle Due Sicilie, bensì per subire una spietata colonizzazione, un regime crudele e disumano come quello savoiardo, che ha saccheggiato le enormi ricchezze di un territorio che non era affatto povero, come la falsa retorica dominante ci ha voluto far intendere per troppi decenni.
Non a caso nel 1920 sul giornale "L'Ordine Nuovo" da lui diretto, Antonio Gramsci scriveva le seguenti parole, denunciando con forza e chiarezza quella che fu conosciuta come la “Questione meridionale”: “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti.” Ma tant'è che Benigni di castronerie ne ha dette tante nella serata sanremese, anche a proposito dell'"eroico" pirata nizzardo e dell’astuto conte di Cavour, scorrendo una galleria di figure risorgimentali, noti esponenti della massoneria ottocentesca, fino ad indicare il premier britannico Winston Churchill come il "vincitore" del nazismo. Lo smemorato di Prato ha affermato una falsità storica dicendo che l'Italia sarebbe stata liberata nientemeno che da Churchill, sulla cui figura ci sarebbe molto da obiettare: basti dire che nel 1933 definì Benito Mussolini "il più grande legislatore fra i viventi". L'aver attribuito al primo ministro inglese l'appannaggio esclusivo della vittoria sul nazismo rappresenta uno sbaglio eclatante commesso di proposito per compiacere i dirigenti Rai e i politici di destra seduti in platea. Ad aggravare le colpe di Benigni sono stati i mancati richiami alla Resistenza antifascista, per cui avrebbe dovuto ricordare quanto in termini di lacrime e sangue è costata la conquista della libertà al popolo italiano. Invece non ha proferito nulla a riguardo per non urtare la suscettibilità di qualche irascibile e nostalgico ministro presente in sala. Insomma, nell'intervento a Sanremo l'ispirazione ironica e mordace di Benigni è stata soffocata dalle direttive Rai, per cui l’artista toscano ha dovuto esibire una serie di corbellerie e falsità storiche. Si vede che con l'avanzare dell'età il povero giullare è diventato fiacco e remissivo, mentre agli esordi della carriera era un uragano incontenibile di sagacia, comicità e poesia. Del resto, già nel film "La vita è bella" il Roberto nazionale ha preso un abbaglio clamoroso, mistificando la storia per accattivarsi le simpatie dello star system hollywoodiano e aggiudicarsi l’Oscar. Nel film attribuisce agli americani la liberazione di Auschwitz, quando entra in scena il carro armato con la stella bianca, mentre è noto che il 27 Gennaio 1945 (in tale data si celebra la Giornata della memoria) ad Auschwitz entrarono i soldati dell'Armata Rossa liberando i prigionieri sopravvissuti. E' vero che nel film non si specifica che il lager sia quello di Auschwitz, tuttavia lo lascia intendere chiaramente. Diciamo che è stata una "sviolinata" concessa ai signori di Hollywood.

HARDWARE UNIVERSE, il nuovo portale per l'acquisto di prodotti informatici ed elettronici professionali a Enna. Potrai trovare migliaia di articoli suddivisi per categorie, adatti a qualsiasi esigenza e a prezzi mai visti!

Vieni a trovarci su www.hardware-universe.it

Info e contatti:

0935-41222

328-8446654

info@hardware-universe.it


martedì 22 febbraio 2011

Villarosa-Vivono in sei, otto e persino in undici in abitazioni fatiscenti




Villarosa. Vivono in sei, otto e persino in undici in abitazioni fatiscenti. Macchè, forse è meglio dire in tuguri. Ambienti, dunque, malsani e privi di requisiti igienici. Muri scrostati e umidi, fili elettrici volanti e a portata di mano. Soffitte e solai inquietanti e il pericolo di crolli aumenta giorno dopo giorno. Un pericolo incombente. Con un episodio che ha diffuso l’allarme fra le tante famiglie che a Villarosa vivono situazioni abitative di disagio e di assoluta indegenza. Poche settimane fa una parte del soffitto dell’abitazione dove Enzo Puzzanghera viveva con moglie e tre figli ha ceduto di schianto. Per fortuna il tutto è accaduto quando tutti gli occupanti erano fuori. Una casualità che, probabilmente, ha evitato una tragedia. “Abitare in quella casa era diventato un incubo –dice Enzo- Una preoccupazione continua, soprattutto per quanto potesse succedere ai miei bambini”. Enzo, costretto a lasciare precipitosamente l’abitazione, per due notti ha dormito con moglie e figli in macchina . “Ora ho trovato una sistemazione provvisoria –racconta- nell’edificio comunale dell’ex pretura. Ma sino a quanto può durare? Tra l’altro non mi hanno permesso di portare i mobili, a parte le reti e i materassi per potere dormire. Molte famiglie –denuncia- subiamo la discriminazione di proprietari sempre meno disponibili ad affitare”. Sono tante le famiglie che a Villarosa vivono nell’angoscia per non avere una casa decente. E’ il caso di Maria Cinzia, marito e tre figli, di cui uno down; di Rosa Maria, quattro figli, costretta a vivere con il marito in un piccolo ambiente, dove water e stanza da letto comunicano direttamente con una stanzetta che di giorno funge da cucina (l’unica che ha un balconcino) e di notte da cameretta per i bambini. L’illuminazione, con due lampadine, è limitata alle due stanze, mentre in una terza completamente al buio ci dorme il cognato. “Non ci riesco più a stare –ripete affranta- i miei figli sono sempre malati”. E che dire di Graziella che abita in una casa con muri impregnati di umidità e che quando piove si riempie di recipienti per raccogliere l’acqua che viene giù dal tetto. “L’umidità sta mangiando viva me e i mieri figli” –dice infuriata-. Ma potremmo parlare anche di Vittorio Puzzanghera, che vive in un buco di 18 metri quadrati. “La mattina è soggiorno, a mezzogiorno cucina e la sera stanza da letto” –commenta laconico. Così come di Salvatore Sorbello e Alfonso Chierico. Potremmo raccontare di altre situazioni insostenebili, assurde ed impensabili, ma ci fermiamo qua. Intanto, nell’assurdità di questi disagi per tante famiglie (villarosane doc) c’è un paradosso. In contrada Zotta Caldaia, 24 alloggi popolari se ne stanno abbandonati e vandalizzati, perché le tre palazzine costruite circa sette anni fa non sono state acora allacciate al collettore fognario principale urbano che dista poco più di 200 metri.

Giacomo Lisacchi

HARDWARE UNIVERSE, il nuovo portale per l'acquisto di prodotti informatici ed elettronici professionali a Enna. Potrai trovare migliaia di articoli suddivisi per categorie, adatti a qualsiasi esigenza e a prezzi mai visti!

Vieni a trovarci su www.hardware-universe.it

Info e contatti:

0935-41222

328-8446654

info@hardware-universe.it

E' in partenza dal Binario 1...



E’ come sfogliare le pagine un po’ ingiallite di un libro rilegato ancora con filo e colla ricoperto da uno spesso cartoncino, inciso a cifre d’oro. Così, con lo stesso stato d’animo, con la stessa curiosità e uguale stupore con cui lo si sfoglia, ci si approccia a Villarosa, paesino in provincia di Enna, un tempo territorio di Caltanissetta. Icona di ricordi di una Sicilia dalla bellezza “…velata e offuscata ma non guasta…”per dirla con Manzoni. A 38 Km da Piazza Armerina, dove si trovano i preziosi mosaici della villa romana del Casale, incontriamo quella che un tempo si chiamava Casale di Bombunetto(dall’arabo Bob-el-luna: porta della tranquillità) ribattezzata poi San Giacomo di Villarosa e infine Villarosa dal 1761, in onore di Rosa Ciotti da Resuttano(provincia di Enna), architetto e pittrice che ridisegnò il piano regolatore della cittadina. Lo volle a somiglianza dei Quattro Canti, piazza Vigliena di Palermo, distribuendo su una pianta ottagonale quattro zone ottenute dalla intersecazione della perpendicolare all’incrocio delle due strade principali: Corso Garibaldi e Corso Regina Margherita, che costituirono i quartieri Sant’Anna, Porta Palermo, Calvario e Sagrezia. Furono poi ribattezzati, nel dopoguerra: Cavour, Procida, Meli e Lincoln. L’architetto e pittrice dipinse anche lo stemma del paese: su un fondo azzurro racchiuso in un ovale con su scritto Casale di San Giacomo di Villarosa, risalta una rosa d’oro.
Il violento terremoto del 1693 che si abbatté sulla Sicilia, distrusse e spopolò anche l’antico borgo di Bombunetto le cui origini si fanno risalire al 1250.
Francesco Notarbartolo acquistò la baronia e il feudo e in seguito a un matrimonio politicamente fortunato, divenne proprietario di un vasto territorio delimitato dal fiume Salso (di acqua salata da cui il nome) e dal fiume Morello (di acqua dolce). Fu il figlio, il Duca Placido, che nel 1762 ottenne la “licentia populandi” che il padre aveva chiesto fin dal 1731, con la quale fu autorizzato a chiamare nei suoi possedimenti tutti coloro che dai centri più vicini e non solo, volessero trasferirsi per iniziare una nuova vita e formare una nuova comunità lavorativa. L’economia del paese fu sempre molto attiva e florida; il XIX° secolo lo vide pure protagonista nell’estrazione dello zolfo dalle miniere presenti nel suo territorio.
Fu proprio questa attività imprenditoriale che spinse, alla fine del 1700, il notaio Calogero Deodato - la cui famiglia, originaria di Orvieto si era trapiantata a Noto(Siracusa) intorno al 1492 – ad acquistare giacimenti minerari di zolfo diventando così proprietario di numerosi feudi e solfatare.
L’ultimogenito, Pietro, ricoprì la carica di Sindaco di Villarosa e diede ulteriore impulso allo sviluppo della cittadina facendo convogliare l’acqua della sorgente “gazzana” di Calascibetta nella rete idrica che aveva fatto costruire. Fu anche membro della Storia Patria e appassionato di cultura e tradizioni popolari. Benedetto, il 4° dei suoi 12 figli, anch’egli notaio, anch’egli sindaco e poi podestà sotto il fascismo, fece costruire la prima scuola elementare del paese e nel 1932 fece impiantare la rete elettrica. Con il contributo chiesto al giornale di New York “Il progresso italo-americano”, fece erigere il monumento ai caduti. Morì nel 1934, lo stesso anno in cui a Luigi Pirandello veniva consegnato il premio Nobel per la letteratura. Anche il grande drammaturgo agrigentino aveva nel suo DNA lo zolfo, le miniere: nel giorno della sua nascita, 28 giugno 1867, furono due carusi che portarono a spalla il padre Stefano, malato, proprietario di una solfatara, alla casa del Caos dove la moglie stava per partorire Luigi. In “Ciaula e la luna”, Pirandello descrive in modo struggente la vita del caruso, figura emblematica di una Sicilia povera in cui il lavoro del minatore costringeva a un mondo “al buio” e dove l’impatto con la luce, fosse anche quella della luna, diventava traumatico per chi, vissuto tra le viscere più profonde della terra, conosceva una realtà a una sola dimensione: il buio della notte, il nero più cupo. Nei primi anni del ‘900 una piccola rete ferroviaria, a “scartamento ridotto”, fu costruita dalla società inglese Sikelia che aveva preso in concessione alcune miniere. Le decauville, vagoncini di ferro ribaltabili, potevano così trasportare il materiale estratto direttamente alla stazione ferroviaria di Villarosa (inaugurata il 1° febbraio 1876) per poi dirottarlo verso i porti di Licata mare, Porto Empedocle e Catania.
Ma è sui binari delle ferrovie che si infrange il sogno di molti bambini, una volta divenuti adulti.
Il…”Signori, in carrozza! E’ in partenza dal binario 1 il treno diretto a…” seguito dal fischio del capostazione dall’inconfondibile berretto rosso, si spezza su una nuova realtà, su un presente che è un itinerario della speranza, un viaggio per molti senza ritorno. E’ l’emigrante il passeggero di quel treno con la sua valigia di cartone, legata dallo spago per essere certi di non perdere lungo il tragitto il bagaglio dei ricordi, tristi o lieti che siano, ma pur sempre il proprio passato, il proprio vissuto, la propria appartenenza. Quando ai primi del ‘900 il settore estrattivo comincia a dare segni di crisi, l’America diventa il primo ideale di riscatto; seguiranno poi, negli anni ’40 il Belgio, la Francia e la Germania. Sul muro della stazione, una lapide che vi si legge ancora, così recita: “Parto, riesco e torno al mio paese”. Ha rischiato di infrangersi anche il sogno del ritorno dell’emigrante: negli anni ’90 le Ferrovie decidono di dismettere la stazione e mandano Primo David, originario di Villarosa, capostazione, per smantellarla. Novello Penelope, come ama definirsi, mentre di giorno preparava la documentazione richiestagli per lo smantellamento, di notte si adoperava per trovare la possibilità di salvare quel patrimonio di ricordi, per salvare la memoria di quel paese così ricco di storia e di reperti etnoantropologici. Grazie all’aiuto degli stessi abitanti e di coloro che da lì erano partiti tanti anni prima in cerca di fortuna, riesce a raccogliere innumerevoli oggetti della vita rurale e mineraria che diventano materiale museale. Ed è proprio un Museo che si inventa Primo David, sfruttando i vagoni abbandonati su un binario morto della piccola stazione e che, alcuni dei quali, erano addirittura serviti nella seconda guerra mondiale per deportare ebrei da Roma a Trieste, alla risiera di San Sabba, unico campo di concentramento in Italia con annessi forni crematori. Da luogo di dolore diventano luogo di cultura. Al loro interno si trovano riprodotti, nei minimi particolari e composti soltanto da “pezzi” assolutamente originali, ambienti di vita sia nobiliare che contadina dei Villarosani. Alcuni oggetti, davvero preziosi ed unici, arricchiscono questo singolare monumento alla memoria che può vantare – è anche l’unico museo-treno d’Italia – pezzi rari come, visitabile al 1° binario, un vagoncino minerario che serviva al trasporto del carbone nelle miniere del Belgio, arrivato dal distretto di Charleroix. Vi sono riprodotte perfino le miniere con gli attrezzi per l’estrazione dello zolfo, le lampade per l’esplorazione dei cunicoli, tante foto d’epoca; su un binario morto si può osservare una vecchia motrice, una garitta del frenatore e un pianale del 1926 adibito al trasporto di carri armati nella seconda guerra mondiale. Non manca una pompa che serviva a rifornire d’acqua le locomotive a vapore e un vecchio telefono da muro; c’è pure la “casa del contadino”, la “bottega del ciabattino” e proprio la settimana scorsa, grazie alla generosità della famiglia Pecora, è stata donata una casa che ospita il museo “ ‘a casa du ‘miricanu”(la casa dell’americano), ricco di materiale fotografico e di quanto è appartenuto a Giovanni Pecora emigrato a Chicago nel 1968, compreso un giradischi dell’epoca. Primo David, intervistato per l’Italo-Americano, ci conferma la rinascita della stazione ferroviaria di Villarosa, salvata grazie al suo intervento e all’amore suo e dei suoi concittadini. Con 200.000 turisti che in 14 anni hanno visitato il museo (visitabile virtualmente anche attraverso il sito internet www.trenomuseovillarosa.com) il cui 80% lo ha fatto arrivando al paese in treno, il successo è stato raggiunto. La stazione è salva e il capostazione, che si definisce “zappatore di cultura”, adesso è orgoglioso di mostrare che dal binario 1 non partono soltanto treni carichi di tristi emigranti ma arrivano turisti da ogni parte, restituendo al territorio la dignità culturale che merita.
Ancora una volta, allora sentiremo dalla stazione di Villarosa: “Signori, in carrozza. E’ in partenza dal binario 1 il treno diretto a….”

HARDWARE UNIVERSE, il nuovo portale per l'acquisto di prodotti informatici ed elettronici professionali a Enna. Potrai trovare migliaia di articoli suddivisi per categorie, adatti a qualsiasi esigenza e a prezzi mai visti!

Vieni a trovarci su www.hardware-universe.it

Info e contatti:

0935-41222

328-8446654

info@hardware-universe.it

E' in partenza dal Binario 1...