mercoledì 17 luglio 2013

Lo Stato a Enna paga oltre 500 mila euro di canoni di affitto

“Il decreto legge del luglio 2012 n. 95 convertito in legge (135/2012) nell’agosto dello stesso anno, a quanto pare è passato in sordina. Si tratta di un provvedimento del Governo Monti finalizzato a ridurre i costi di locazione passivi da parte delle Amministrazioni e degli enti statali, regionali e comunali che potrebbero utilizzare, in cambio di quelli privati, i tanti immobili pubblici vuoti”. A dichiararlo è il presidente del Centro studi “sen. Antonio Romano”, Mario Orlando, che da anni , attraverso l’associazione, lotta contro gli sprechi e contro l’uso distorto del denaro pubblico. “I canoni di affitto –afferma Orlando- anche a Enna hanno una rilevanza non di poco conto se si pensa che si aggirano oltre i 500 mila euro annui”. A fare innorridere Orlando “sono gli eccessi di spesa che gli enti, come Ufficio provinciale del Lavoro, Centro per l’impiego (ex Ufficio collacamento), Agenzia delle Entrate, Archivio di Stato, Protezione civile, affrontano quando potrebbero occupare edifici pubblici abbandonati”. “La disponibilità di locali da destinare ad uffici –sottolinea Orlando- si evince da una lettera che il 28 ottobre 2009 l’allora dirigente dell’Ufficio tecnico, ing. Salvatore Alberti, inviò all’Agenzia delle Entrate, la quale era in cerca di immobili pubblici idonei che potessero soddisfare le esigenze logistico-funzionale dell’ufficio ennese. Nella lettera –aggiunge Orlando- il dirigente comunicava che l’Amministrazione comunale non aveva la disponibilità di locali, però metteva a conoscenza che a Enna esistono immobili da poter adibire a tale uso. Nella lettera sono elencati l’ex Palazzo delle Finanze di viale Diaz, l’ex Banca d’Italia di piazza Garibaldi, l’ex Ospedale di via Trieste, l’ex Sip di via Piave, gli ex Locali Demaniali di via Colombaia e l’ex Conservatoria registri immobiliari di via Sant’Agata. Oltre a questi –aggiunge Orlando- da alcuni mesi si è reso disponibile anche l’edificio Inpdap di via Trieste. Purtroppo –continua Orlando- nonostante siano disponibili diversi immobili pubblici si preferisce pagare affitti che fanno felici i tanti proprietari di stabili. Ancora oggi apparati dello Stato, ma anche della Regione, dimostrano di vivere su un altro pianeta, distanti anni luce dalla realtà. A riguardo, non escluderei neanche il Comune di Enna che  se da un lato lamenta di avere poche risorse finanziarie tali da non poter garantire l’assistenza domiciliare agli anziani, dall’altro paga per i locali del Centro per l’impiego circa 64 mila euro annui di affitto. Mi chiedo se il Comune tra le sue tante strutture di proprietà non ne abbia una idonea o quanto meno da renderla tale utilizzando la stessa cifra dell’affitto. Quanti sperperi –conclude Orlando-. Si può ritenere normale il fatto di lasciare vuoti tanti edifici pubblici e nello stesso tempo affittare locali da privati a cifre così importanti? Basterebbe l’ex ospedale Umberto I°, dove si potrebbe creare la cittadella dei servizi, per concentrare in un unico posto tutti gli uffici attalmente sparsi per la città. Così non si provocherebbero disagi ai cittadini, come invece li stanno creando le attuali collocazioni degli immobili dell’Archivio dello Stato e dell’Agenzia delle Entrate che si trovano in periferia”.


Giacomo Lisacchi

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