mercoledì 4 aprile 2012

Il cardinale nigeriano Francis Arinze a Enna




Inclusione, immigrazione e lavoro sono stati l’oggetto della conferenza promossa in occasione del terzo incontro previsto dall’anno giubilare per il 600° anniversario della proclamazione di Maria Ss della Visitazione “Patrona di Enna. Al convegno, che si è svolto presso la sala Cerere di palazzo Chiaramonte, sono intervenuti: il cardinale nigeriano Francis Arinze, Prefetto Emerito della Congregazione per il Culto Divino, l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao, il direttore generale dell'Immigrazione del Ministero del Lavoro, Natale Forlani, il presidente dell’Anno giubilare mariano, Salvatore Martinez, e il sindaco di Enna Paolo Garofalo. Diverse sono state le prospettive attraverso le quali sono stati affrontati i temi della conferenza. Nell’affrontare la delicata problematica del lavoro, il cardinale Francis Arinze ha concentra il suo ragionamento su un assioma: “Il lavoro è fatto per l’uomo e non l’uomo per il lavoro. L’uomo non è una pura unità lavorativa, non è semplicemente parte di una forza lavoratrice. L’uomo è molto di più, è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa. Il lavoro è una dimensione di grande importanza nella vita umana e preghiamo il Signore che tutte le persone diano un aiuto affinchè ogni disoccupato, ogni immigrato trovi un lavoro adatto e che ogni persona che lavora cresca umanamente e spiritualemnte anche per mezzo della Santissima Eucarestia”. Un messaggio di speranza ma anche un monito e preoccupazione per un’emergenza sociale che non sembra trovare via d’uscita. L’assessore Armao invece ha parlato di “crisi economica che va colpendo tutti gli strati sociali” e di cambiamenti che rischia di travolgere la Sicilia. “La fascia della povertà –ha detto- nel Meridione in Sicilia si allarga ecco perchè abbiamo messo in campo il microcredito: 12 milioni di intervento per le famiglie e 120 milioni per le imprese. La Sicilia nel 2050, secondo alcune stime –ha aggiunto-, avrà un quarto di abitanti, un terzo di prodotto interno lordo in meno, ma la cosa più impressionante è che l’età media sarà di 55 anni. Quindi un isola impoverita con meno persone, un’isola di vecchi. La Sicilia può di fronte a questa prospettiva sceglire tra due alternative: o far finta di niente, oppure non trincerarsi, non chiudersi dietro a una idea di autosufficienza, ma di aprirsi al Mediterraneo, all’immigrazione in termini di accoglienza, sinergie, collaborazione e cooperazione. La strada dell’integrazione è l’unica prospettiva realistica per la Sicilia”. Il dott. Forlani si è soffermato sulla crisi demografica dell’Occidente. “Se l’occidente non recupera –ha affermato- il senso umano della vita, dell’investimento umano sul futuro, muore. Ha messo in evidenza poi che in Italia in quindici anni si sono avuto tre fenomeni di immigrazione: quello Mediterraneo, quello dell’Est europeo e quello asiatico. “In quindici anni –ha sottolineato- si sono mosse 152 comunità, alcune prevalenti alcune no. Un fenomeno inedito che nessun paese europeo ha avuto”. Il sindaco Garofalo ha incentrato il suo intervento sull’accoglienza della città di Enna. “E’ una comunità solidale che si sa aprire –ha detto- dove gli immigrati si sentono a casa loro. Siamo riusciti ad integrare bene oltre 800 ospiti”. Da qui l’accorato appello alle forze sindacali a tutti coloro che sono nelle condizioni di poter controllare il fenomeno affinchè “dalla schiavitù del bisogno nessuno ne tragga un vantaggio”. “Non è possibile –ha denunciato- che si possano tenere bandanti 24 ore su 24, 7 giorni su 7”. Infine il dott. Martinez che ha parlato soprattuto di famiglia e lavoro.

Giacomo Lisacchi

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