domenica 15 maggio 2011

Enna. Il presidente del Centro studi "Sen. Antonio Romano", Mario Orlando, spiega perchè il Consiglio comunale non può ratificare la esosa Tarsu


Sarà l’ennesimo pastrocchio quello che si voterà questa sera in Consiglio comunale? L’interrogativo è d’obbligo, considerato quanto è stato stabilito in questi anni dalle varie leggi e confermato dalle sentenze della Commissione tributaria provinciale e regionale, dal Tar, dal Cga, dalla Corte dei Conti, dalla Cassazione e dalla Corte Costituzionale riguardante l’approvazione della Tarsu la cui competenza è del Consiglio comunale . La “ratifica” da parte del Consiglio delle delibere di giunta, che fissavano gli importi della Tarsu per il 2009 e il 2010, si potrebbe prestare ad ulteriori contestazioni da parte delle associazioni e dal Comitato cittadino contro il caro rifiuti. A questo proposito, dal Centro studi “Antonio Romano” si dicono esterrefatti. “Ma come è possibile –dichiara il presidente Mario Orlando- che l’Amministrazione comunale non tiene conto della deliberazione della Corte dei Conti della Sicilia, emessa su richiesta di parere formulata dal sindaco di Enna con nota del 23 marzo 2010? Una richiesta finalizzata a sapere, posto che le ultime aliquote approvate risalivano all’anno 2003, se era possibile, per un ente dissestato, di potere rideterminare le aliquote inerenti la Tarsu, anche successivamente al termine previsto dalla legge. Infatti, la Corte dei Conti ha espresso il parere che il Comune di Enna, se pur ente dissestato, non può rideterminare le aliquote inerenti la tassa rifiuti successivamente al termine previsto dal 1° comma dell’art. 69 del dlg n. 507/1993, prorogato poi con una successiva legge del 2001 e con la 296/2006 art.1 com. 169”. “Si sta determinando –dice Orlando-, una vera e propria confusione nel Comune di Enna. Come si può ignorare le legge 388/2000, che asserisce che la determinazione dei tributi è un atto propedeutico all’approvazione del bilancio. Così come non si tiene conto che il Consiglio comunale di Enna, con delibera n. 17 del 28/4/2007, ha approvato il ‘Regolamento delle entrate tributarie comunali’ dove, recependo la legge finanziaria 296/2006, nell’art. 5 si legge: 1) “Il Consiglio comunale delibera all’istituzione e all’ordinamento dei tributi. 2) Alla determinazione e all’adeguamento delle relative aliquote e tariffe, nel rispetto dei limiti massimi stabiliti dalla legge, nonchè delle agevolazioni, provvede il Consiglio comunale””. Non solo. “Il Comune -aggiunge Orlando- per quanto riguarda il 2009 non ha riportato nel Bilancio di previsione al titolo I° ne la Tarsu ne l’addizionale, la cui somma si aggira sui 3 milioni e 752 mila euro”. “Quindi –conclude Orlando-, primo: è illegittimo approvare tariffe retroattivamente; secondo: non si possono ratificare le tariffe approvate dalla Giunta comunale; terzo: è il Consiglio comunale che discute e approva le tariffe sulla scorta di un Piano economico. Piano economico, a quanto ci risulta, mai presentato dall’Ato EnnaEuno nonostante le sollecitazioni fatte dall’ex amministrazione Agnello”.

Giacomo Lisacchi

Enna. Le esose tariffe rifiuti 2009 e 2010 all'approvazione del Consiglio comunale


Tira una brutta aria per i cittadini ennesi. All’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì il presidente Vetri ha messo la “ratifica” delle delibere di giunta che fissavano gli importi della Tassa dei rifiuti solidi urbani per l’anno 2009 e per l’anno 2010. “La probabile ratifica, secondo quanto scrivono in un comunicato i consiglieri comunali di opposione Dario Cardaci, Maurizio Dipietro, Dante Ferrari, Filippo Fiammetta, Cesare Fussone, Paolo Gargaglione, Paolo Gloria, Mauro Incardone, Giuseppe La Porta, Mario Messina, Gaetana Palermo e Biagio Scillia, ad opera della maggioranza consiliare (P.D. di Crisafulli e Enna Libera di Grimaldi e forse qualche indipendente), produrrà l’effetto di vanificare l’esito favorevole dei primi ricorsi decisi dalla Commissione tributaria e dei tantissimi ancora pendenti. Ed imporrà ai cittadini, con efficacia retroattiva, il pagamento di una tassa ingiustamente esosa senza dare la possibilità di rivederne i criteri, perché per gli anni passati vi sono spese (e sprechi) ormai consolidate”. “Nella qualità di consiglieri comunali –si legge ancora nella nota- che, diversi per ideologia e storia politica, si battono insieme contro il malgoverno rappresentato dal sistema di potere che con l’amministrazione Garofalo presidia anche il Comune di Enna, avvertiamo il dovere di portare a conoscenza della cittadinanza ennese che, nel silenzio di tutti, la maggioranza del consiglio comunale (composta dai P.D. Enrico Vetri, Salvatore Cappa, Luigi Dello Spedale, Giacomo Falzone, Stefano Rizzo, Paolo Fazzi, Angelo Salamone, Franco Nasonte, Paolo Timpanaro, Maria Teresa Cuci, Michele Riccobene, Maurizio Tornabene e dai consiglieri di Enna Libera Salvatore Di Mattia, Roberto Falciglia e Rosario Vasapollo) verosimilmente scriverà l’ultimo atto della vergognosa storia della tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Denunciamo –conclude la nota- tale intollerabile sopruso all’opinione pubblica di ogni colore e convincimento politico”.

Giacomo Lisacchi

mercoledì 11 maggio 2011

Villapriolo. Ibambini della scuola festeggiano il patrono con la Tavolata di San Giuseppe


Grande fede ed antica tradizione a Villapriolo per la festa del santo patrono San Giuseppe che si è svolta e manifestata soprattutto per la partecipazione dell’intera comunità alle celebrazioni liturgiche, officiate da don Salvatore Bevacqua, e per il gesto, alla fine della processione, della distribuzione dei ‘panuzzi’ in segno di solidarietà e fratellanza. Ma se il cibo esprime la cultura di un luogo, nella piccola frazione equivale anche a fede e devozione. A questo proposito, quest’anno, nel plesso scolastico della scuola si è rivissuto un magico momento della tradizione siciliana, quella della tavolata di San Giuseppe, tipica della nostra provincia. La tavolata è stata apparecchiata con preziosi merletti e un lenzuolino che recava in bella vista una immagine antica del santo con in braccio Gesù bambino. Ovviamente, non poteva mancare il pezzo forte dell’altare che è sempre il pane, ovvero i “Pupi di San Giuseppi”, pane dalle forme particolari, plasmato appositamente per raffigurare gli oggetti quotidiani del Santo falegname che, per l’occasione, è stato modellato e infornato dalle abili mani di una mamma. Oltre a questa assoluta prelibatezza, la tavola, preparata dalle insegnanti con l’aiuto preziosissimo delle mamme degli alunni, è stata imbandita con ogni prelibatezza, dalle frittate varie, alla frutta fresca, ai dolci di ogni tipo. Al centro della tavola troneggiava una bellissima e deliziosa torta recante l’immagine del santo protettore villapriolese; il tutto poi è stato impreziosito da alcune sculture vegetali uscite fuori dalle abili mani di un papà. Dopo la benedizione di don Salvatore e la lettura di alcune poesie, di cui una in dialetto recitata dai bambini della scuola materna, tutti i bambini hanno mangiato pasta e lenticchie e tutte le prelibatezze della tavola. “È stato veramente un bel modo –hanno dichiarato entusiaste insegnanti e mamme- per far rivivere ai bambini un pezzo della tradizione di Villapriolo”.

Pietro Lisacchi

Lasciare un commento. Grazie

HARDWARE UNIVERSE, il nuovo portale per l'acquisto di prodotti informatici ed elettronici professionali a Enna. Potrai trovare migliaia di articoli suddivisi per categorie, adatti a qualsiasi esigenza e a prezzi mai visti!

Vieni a trovarci su www.hardware-universe.it

Info e contatti:

0935-41222

328-8446654

Enna. Si è svolta nella chiesa di San Cataldo la "Veglia-Giovani e lavoro" organizzata sa Acli e Cisl


Al di là della retorica e della demagogia, il futuro dovrebbe essere davvero dei giovani e non tanto per ragioni anagrafiche, quanto perchè la provincia di Enna non può contare su altre risorese, se non sulle intelligenze e sull’entusiasmo delle nuove generazioni e che immaginano un territorio diverso, differenti qualità della vita, opportunità di investimento e occasioni di lavoro vero. E’ anche per questo che ha assunto, martedi pomeriggio, un significato di rilievo la “Veglia –Giovani e lavoro”, presieduta dal vescovo, mons. Michele Pennisi, che si è svolta nella chiesa di San Cataldo. Una “Veglia di preghiera” organizzata dalle Acli, dalla Cisl e dal Mcl, alla quale hanno aderito numerosissime associazioni, in occasione della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II e nel trentennale della pubblicazione della sua lettera enciclica Laborem exercens, della quale la segretaria della Cisl, Rosanna La Placa, ne ha letto alcuni brani: “...agire contro la disoccupazione perchè quanto assume certe dimensioni, può diventare una vera calamità sociale. Essa diventa un problema particolarmente doloroso, quando vengono colpiti soprattutto i giovani, i quali, dopo essersi preparati mediante una appropriata formazione culturale, tecnica e professionale, non riescono a trovare un posto di lavoro”. Argomento che è stato affrontato dal segretario generale della Cisl, Peppe Aleo, e dal presidente provinciale delle Acli, Nico De Luca. “Il nostro pensiero –ha esordito Aleo- va ai lavoratori che sono asserragliati all’interno della galleria Geraci, ma va soprattutto ai disoccupati, ai giovani che sono particolarmente penalizzati nella nostra provincia per la grave crisi economica e sociale”. Aleo, infine, nell’elencare tutte le associazioni che hanno partecipato alla celebrazione si è augurato che “questa giornata possa essere l’inizio di un percorso comune”. Per Nico De Luca, invece, “il senso di questa preghiera è un fatto nuovo”. “Fermiamoci un attimo –ha detto- a pregare per dare speranza ai nostri giovani e soprattuo alle loro famiglie che insieme vivono il dramma della difficoltà di entrare nel mondo del lavoro”. De Luca ha anche sottolineato che il dati dei giovani disoccupati nella nostra provincia sono molto più alti rispetto al 28% del resto d’Italia. Dal pulpito sono arrivate anche la testimonianze di tre giovani (Annalisa, Giuseppe e Paola) alle prese con le difficoltà del momento che non stanno rispiarmiando nè chi un lavoro ce l’aveva, nè chi, nonostante anni di studi, con una laurea non riesce ad inserirsi. Quindi l’intervento di mons. Pennisi che ha dedicato le sue riflessioni all’etica del bene comune nella dottrina sociale della chiesa. “Il lavoro deve essere un bene comune –ha detto-, che deve stare a cuore a tutta la comunità civile, politica ed economica. Il lavoro –ha osservato ancora- le sue condizioni, la sua quantità e la sua qualità sono indicatori precisi della civiltà di una comunità e di un Paese. Mediante il lavoro l’uomo partecipa all’opera di Dio e quindi deve essere un dovere ma anche un diritto fondamentale. Ogni uomo, ogni donna ha il diritto ad non avere umiliata la sua dignità per chiedere il lavoro come un favore come una merce da scambiare”.

Pietro Lisacchi

Lasciare un commento. Grazie

HARDWARE UNIVERSE, il nuovo portale per l'acquisto di prodotti informatici ed elettronici professionali a Enna. Potrai trovare migliaia di articoli suddivisi per categorie, adatti a qualsiasi esigenza e a prezzi mai visti!

Vieni a trovarci su www.hardware-universe.it

Info e contatti:

0935-41222

328-8446654

martedì 10 maggio 2011

Villarosa. Finanziata la rete idrica e fognaria dei 24 alloggi popolari


Villarosa. Ieri, il presidente della Provincia Giuseppe Monaco, nella qualità di Presidente dell’Ato Idrico Enna5, ha consegnato al sindaco Gabriele Zaffora, accompagnato da consiglieri ed amministratori, copia delle ordinanze di finanziamento delle opere a firma dell’ing. Dario Ticali, Commissario delegato per l’Emergenza Bonifiche e la Tutela delle Acque in Sicilia. In tempi brevissimi, l’Ato Idrico, destinatario dei finanziamenti, potrà quindi affidare la realizzazione dei lavori della rete fognaria ed idrica alla società di gestione per la provincia, AcquaEnna. Si conclude così, una vicenda non risolta da anni, e cioè dalla consegna degli alloggi al Comune avvenuta nel 2008. Compiacimento è stato espresso dal presidente Monaco per l’esito positivo “reso possibile –dice- nonostante il contesto generale regionale per gli Ato Idrici di grande confusione e criticità, grazie ad un buon gioco di squadra che ha visto coinvolti l’Ato nella fase di modifica degli atti di programmazione, la Società AcquaEnna per la redazione dei progetti, ma soprattutto il Commissario delegato per l’Emergenza Bonifiche Ing. Dario Ticali che ha risposto positivamente alla richiesta del Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti di finanziare le opere”. Compiacimento ancora maggiore, per ovvi motivi, è stato espresso dal sindaco Zaffora, che vede “premiato lo sforzo espresso da amministratori e rappresentanti istituzionali a vario titolo, per far sì che si creassero le condizioni per consegnare finalmente agli assegnatari i 24 alloggi e si chiudesse definitivamente una vicenda che ha visto anche il parziale e ripetuto danneggiamento degli alloggi ad opera di vandali”. “E’ il momento delle felicitazioni –continua Zaffora- però, è anche e soprattutto il momento di riconoscere i meriti a chi se li è guadagnati ed in particolare: al presidente Giuseppe Monaco cui do atto di aver contribuito in maniera determinante all’odierno esito positivo, dall’inserimento delle opere nel Piano d’Ambito attraverso tutti i successivi passaggi con il Dipartimento Regionale, con il coinvolgimento operativo dell’Ato, diretto dall’instancabile Ing. Stefano Guccione; alla Società AcquaEnna nella persona del suo presidente Ing. Franz Bruno per la redazione dei progetti delle opere; al Dirigente Generale del Dipartimento Regionale delle Acque dott. Enzo Emanuele, per la disponibilità a mettere in cantiere il percorso risolutivo; al Commissario Delegato per l’emergenza Bonifiche e la Tutela delle Acque in Sicilia, Ing. Dario Ticali, il particolare sentimento di gratitudine per aver ritenuto fondate le preoccupazioni espresse dal sindaco sui rischi derivanti dalla eventuale mancata realizzazione delle opere conseguentemente mettendo in campo con convinzione i suoi poteri straordinari per la felice conclusione della vicenda”.

Pietro Lisacchi

Enna. Bollette rifiuti 2005- Ganasce per chi non paga

Cittadini ennesi per l’ennesima volta sul piede di guerra per l’invito al pagamento della “tariffa smaltimento rifiuti e tributo provinciale” anno 2005, che la Serit Sicilia, a centinaia, sta inviando in questi giorni. L’Ato Enna Euno e la società di pubblica riscossione dei tributi sono, quindi, di nuovo al centro di dure polemiche anche per la velata minaccia che il contribuente, in mancanza di tale pagamento, si vedrà notificato “un Formale preavviso di fermo amministrativo” su un mezzo a lui “intestato in base alle risultanze del Pubblico Registro Automobilistico, con aggravio di ulteriori spese”. Intanto, non sono solo i cittadini sul piede di guerra, ma anche il Centro studi “Sen. Antonio Romano”, che da anni sta conducendo assieme al Comitato dei cittadini contro il caro bollette una battaglia di legittimità sulle tariffe dei rifiuti. “Sono avvisi di pagamento illegittimi –tuona il presidente del Centro studi, Mario Orlando- perchè il ruolo, per quanto riguarda la riscossione della Tarsu 2005, era di competenza del titolare del diritto, che in questo caso è il Comune e non l’Ato. E il Comune doveva provvedere alla revoca in autotutela dell’atto illegittimo; ciò che invece non ha fatto nonostante la numerosa giurisprudenza di merito di tutti questi anni, vedi sentenza della Corte Costizionale n. 238 del 24/7/2009, sentenza n.8313 dell’8/4/2010 della Cassazione a sezione unite e da ultimo i pareri n. 21/2011 e 15/2011 della Corte dei Conti della Lombardia e della Toscana. Ma ci sono anche sentenze di Cga, Tar e Commissione tributaria provinciale. Per cui –spiega Orlando- i cittadini che hanno ricevuto l’invito al pagamento non abbiano paura, perchè coloro che hanno presentato ricorso alla Commissione tributaria provinciale, ed è stato accolto, devono semplicemente comunicare il provvedimento alla Serit; coloro che non hanno avuto ancora esaminato il ricorso, attendere e in caso che ricevano il preavviso di fermo macchina presentino alla Commissione un’istanza di prelievo urgente; tutti coloro che non hanno presentato ricorso hanno invece 60 giorni se ricevono il preavviso di fermo per impugnarlo innanzi alla Commissione tributaria”.

Giacomo Lisacchi

Ennesima guerra nel Partito Democratico ennese

A scatenare l’ennesima ‘guerra’ nel Pd è stata la lettera aperta di Enna in Movimento e Fendinebbia, due associazioni con molti soci aderenti al Pd, ma in forte contrasto con l’attuale dirigenza provinciale, al sindaco Paolo Garofalo, che ha protestato “per la mancata considerazione del Comune di Enna nell’iniziativa, promossa dal tavolo unico di regia per lo sviluppo e la legalità di Caltanissetta, denominata “zona franca per lo sviluppo e la legalità”. Lettera che a causa dei contenuti, per il segretario provinciale e comunale Mario Alloro e Vittorio Di Gangi, “risultano palesemente lesivi dell’immagine e della dignità politica e umana del Partito Democratico, della sua classe dirigente e dei suoi rappresentanti istituzionali”e per questo hanno dato mandato ai loro legali “di procedere nei confronti dei firmatari presentando formale querela per diffamazione. Secondo le due associazioni culturali, l’allarme lanciato da Garofalo, “in ordine al pregiudizio per il territorio ennese, è giustificato dall’assoluta evidenza che un imprenditore, posto di fronte ad una scelta tra Enna e Caltanissetta, ovviamente sceglierebbe Caltanissetta”. A sostegno di tale tesi, Enna in Movimento e Fendinebbia intanto contestano “l’amministrazione comunale di Enna governata da una strana alleanza che comprende un moncone del Pd che ha per leader politico il senatore Crisafulli, la lista civica che si riconosce nella leardership dell’onorevole Grimaldi ed in qualche cuffariano più o meno sommerso”. Ma contestano sopratutto la direzione politica provinciale per il fatto che quello che ”ha prodotto nell’arco degli ultimi anni, non è certo stato un modello di sviluppo, né di legalità”. “Il Patto Territoriale –si legge nel documento- ha portato nella nostra provincia svariati miliardi di vecchie lire che non hanno creato nessuna ricchezza al di fuori di quella regalata alla cricca politico-affaristica che l’ha gestita. La realizzazione degli Ato ha portato al crollo economico-finanziario quello che si occupa della nettezza urbana, per la “dissennata gestione”, e quello idrico “agli onori della cronaca nazionale, essendo stato segnalato dal quotidiano Repubblica come pessimo esempio”. “Il Consorzio Asi –continua la nota-, amministrato da due dei più significativi esponenti del PD, l’ex deputato Rabbito ed il segretario provinciale Mario Alloro, è anch’esso franato sotto milioni di euro di debiti. L’Università Kore, presieduta – con garanzie di inamovibilità da fare invidia all’elezione papale – dal crisafulliano Salerno, è finita nella medesima logica clientelare ed antimeritocratica comune a tutte le altre esperienze sopra ricordate”. Fatti che le due associazioni si dicono certi che il sindaco Garofalo ne sia “pienamente a conoscenza, essendone stato autorevole dirigente per anni”, cosi come dovrebbe essere a conoscenza “della scarsa attenzione che il PD locale ha avuto per i temi della legalità nella scelta del personale politico, consentendo ed agevolando carriere politiche di uomini che hanno comprovati rapporti con ambienti malavitosi”. Non ti sarà sfuggito –continua la nota- neanche che i principali attori economici provinciali non splendono di luce legalitaria vivissima. E’ un fatto che i vertici della Camera di Commercio e di Confindustria siano stati citati da autorevoli fonti di informazione nazionale come soggetti aventi un ruolo in vicende all’attenzione della magistratura penale. Al di là delle responsabilità penali che non tocca certo a noi accertare, forse ragioni di opportunità avrebbero consigliato una maggiore “sensibilità legalitaria” nelle designazioni, in linea con l’ammonimento del Procuratore Scarpinato, guarda caso, Procuratore Generale a Caltanissetta, per il quale è la politica che deve chiudere il cerchio virtuoso iniziato a tracciare da Camera di Commercio di Caltanissetta e confindustria nissena e che ha costituito quel modello Caltanissetta, noto in tutta la Sicilia. Se si volesse cercare una sintesi di quel “modello Enna”, che un tempo qualche illusionista pensava dovesse essere esportato, la sintesi sarebbe nel rapporto perverso allacciato tra politica ed economia, con continua alternanza e confusione di ruoli, tra politici e consulenti, tra Presidenti ed imprenditori e tra rappresentanti delle istituzioni e soggetti economici. Gli effetti del malato rapporto tra politica ed economia ennese sono stati la corruzione della politica e l’inquinamento dell’economia”. Le due associazioni fanno un’ultima considerazione secondo la quale “la Procura della Repubblica di Caltanissetta offre le migliori garanzie” rispetto a quella di Enna, “afflitta da cronici problemi di personale”.Come vedi, Caro Sindaco Garofalo –conclude la lettera-, se qualcuno ritenesse che il tessuto politico-imprenditoriale ennese non è esattamente il più idoneo per esperimenti, quale quello della zona franca della legalità, non gli si potrebbe dare del pazzo”. “Ho letto con attenzione la lettera aperta a me indirizzata dall’associazione culturale Fendinebbia e dall’associazione Enna in Movimento –è stata la risposta del sindaco Garofalo- che, a mia memoria, sono rappresentate per la maggiore da ex appartenenti al Pci e poi al Pds e infine ai Ds. Tra questi, alcuni ex consiglieri comunali, ex assessori comunali, ex assessori provinciali, ex segretari provinciali di partito e così via, insomma gente qualificata che ha ideato, partecipato e contribuito alla vita politica degli ultimi dieci anni. Nel bene e nel male. Per questo ho letto con molta attenzione. Perché la predica non viene da ignari personaggi della politica, ma da attori protagonisti con i quali ho condiviso parte del mio personale percorso politico, a volte in sintonia, a volte in contrasto. Dalla lettura attenta, rilevo che gli stessi non sono stati così accorti nel leggere la mia nota data alla stampa, con la quale non “piagnucolavo” per non essere stato inserito nell’elenco dei comuni ricadenti nella “zona franco urbana della legalità”, ma mi incazzavo perché dopo avere legalmente partecipato ad un legale bando e dopo che la Regione Siciliana ha ritenuto valida e, quindi legale, la proposta fatta dalla Città di Enna, non si è avuta notizia di alcuna forma di finanziamento, mentre, per la ZFU della legalità (o di Caltanissetta?) pare ci sia la possibilità immediata di cassa”.

Giacomo Lisacchi