venerdì 23 marzo 2012

Tavolata di San Giuseppe a Villapriolo



Villapriolo. La comunità villapriolese secondo una tradizione secolare ben consolidata ha organizzato la festa di San Giuseppe, Patrono del paese, inserendo nel programma, con l’allestimento di una apposita ‘tavulata’, anche una giornata da dedicare agli anziani e ai giovanissimi studenti delle scuole medie, elementari e dell’asilo infantile. “E’ una giornata che costituisce una positiva occasione di riflessione spirituale – hanno detto gli organizzatori- per consentire ai nostri ragazzi di partecipare alla festa del nostro Santo Patrono valorizzando la dimensione religiosa e rendendosi così partecipi di un evento significativo nella storia della frazione, che non è solo folklore, ma espressione di devozione e di fede”. “L’iniziativa, promossa alcuni anni fa –hanno sottolineato invece alcune insegnanti- è divenuta ormai un appuntamento da programma e serve per non far dimenticare questa antica tradizione nella mente dei nostri giovani, cercando di trasmettere loro i principi di solidarietà e di fratellanza, ribadendo così l’importanza della famiglia nella nostra società”. Gli studenti oltre a visitare la tavolata allestita in una abitazione privata, di riscoprire la figura di San Giuseppe, di pregare e di osservare da vicino la preparazione delle pietanze, fanno una vera e propria esperienza di carità in quanto portano direttamente a casa degli anziani il cibo preparato. “E’ bello vedere -ha commentato Catena Crupi, una delle organizzatrici della festa- il continuo via vai di ragazzine e ragazzini con in mano “u truscitiddru” (fagotto) di cibo da portare agli anziani, che così si rendono partecipi e contribuiscono alla riuscita della festa”. Ha partecipato all’evento il parroco don Salvatore Bevacqua, che ha benedetto la tavolata.

Pietro Lisacchi

giovedì 22 marzo 2012

Corsi di formazione per finti posti di lavoro nel settore della sicurezza, indagati cinque persone

La Digos di Caltanissetta ha indagato per truffa cinque persone, tra cui un funzionario della Regione siciliana in servizio ad Enna, per aver organizzato corsi di formazione per finti posti di lavoro nel settore della sicurezza. I partecipanti che sborsavano una somma variabile tra i 500 e i 700 euro per 6 ore di corso, venivano persuasi di poter svolgere in base ad un attestato che veniva loro rilasciato insieme ad un tesserino con tanto di gradi proprio come se si trattasse di agenti di polizia, attività lavorativa di ordine pubblico in occasione di manifestazioni e feste nei paesi della Sicilia. Sono almeno 100 le persone che hanno frequentato i corsi organizzati dalla banda, guidata da un nisseno, P.M. di 47 anni, e una persona della provincia di Messina, B.G. di 50 anni. Sno state eseguite 15 perquisizioni domiciliari, 7 in provincia di Caltanissetta, quattro a Enna, tre ad Agrigento e una in provincia di Messina. Lungo l’elenco del materiale sequestrato: 37 tessere con la scritta “Servizio polizia stradale” apparentemente rilasciate dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture; 9 pettorine sempre con la scritta “Servizio Polizia Stradale”; 8 palette con la dicitura “Ministero Infrastutture – Servizio Polizia Stradale” con al centro il logo della Repubblica Italiana; 4 lampeggianti blu; 3 pass di autorizzazione al parcheggio; 18 autorizzazioni a detenere palette casacche e lampeggianti; 16 attestati di partecipazioni a corsi. Nella perquisizione a carica di B.G. sono stati sequestrati due computer utilizzati per la contraffazione del materiale. La banda aveva organizzato corsi anche in una scuola media e in diverse province. Ai corsisti, come esame finale, si facevano fare anche posti di blocco simulati, come accaduto in un caso nei pressi della miniera di Pasquasia. Ai corsi hanno partecipato anche due campani e un cittadino romano, venuti appositamente in Sicilia.

Casa in fiamme, muore anziana donna


ENNA
- Una anziana donna, Maria Giangreco, 85 anni, è morta arsa viva nell'incendio divampato nel suo monolocale, nel centro storico della città, all'alba.

Secondo la polizia a provocare l'incendio, che ha distrutto la casa, potrebbe essere stata la termocoperta che la donna avrebbe lasciato accesa per tutta la notte.

L'anziana intorno alle cinque del mattino si è accorta delle fiamme, è uscita sul balcone per cercare aiuto ma quando sono arrivati polizia e vigili del fuoco la donna era già morta a causa delle gravi ustion

lunedì 19 marzo 2012

San Giuseppe 2012, un fiume di emozioni senza fine







Villarosa. La fede è fatica, emozione e sentimento. La fede è quello spirito che porta l’uomo, incurante del trascorrere dei decenni, a vivere e sentire le proprie tradizioni che non passano perchè intrise di amore sacro. Infatti, per due giorni Villarosa è stata allietata da tavole imbandite di ogni ben di Dio, dal canto dell’antico rosario (Unu e milia vota e lodamu a San Giuseppe, lodamuli a tutti dui Maria, Giuseppi e lu Signuri) e dalla musica del gruppo folcloristico “Bellarrosa”, per quel legame unico che lega la comunità a San Giuseppe, trionfalmente acclamato ogni diciannove marzo. Quest’anno in particolare, grazie alla rinata Pro Loco, che ha coinvolto tutte le associazioni e le confraternite e quindi “a rete –come ha sottolineato la presidente Valentina Strazzante- è tutto il paese che si è impegnato per la riuscita della grande ‘tavulata’ allestita in piazza Vittorio Emanuele”. “Abbiamo scelto la piazza –ha spiegato Valentina- per dare volutamente una connotazione di festa di popolo dove tutto è miscelato in un cammino fatto di fede e folclore, di lavoro, orazione e cura dei dettagli, ma anche come luogo di confronto fra generazioni diverse e forma mentis differente, luogo di stimolo, di dibattito, di crescita e in generale di partecipazione attiva alla vita civile della propria comunità”. In una piazza stracolma e festante, a benedire la “Tavolata di San Giuseppe” è stato il vicario foraneo, mons. Salvatore Stagno, che in una breve omelia ha sottolineato l’importanza di fare parte di una comunità e “che quando tutte le forze sanno unirsi si può creare una realtà nuova”. E poi rivolgendosi ai giovani ha detto: “Cari ragazzi, vi faccio un augurio, datevi da fare, cercate di creare voi il lavoro. Perchè lo Stato non è più in condizione di darne a tutti. Impegnatevi con le vostre intelligenze, pregate San Giuseppe che vi aiuti a creare questo lavoro per il vostro avvenire, che vi dia forza e lume di potere usare l’intelligenza e la cultura che il Signore vi ha dato. Se ci mettiamo sulla scia di Dio allora c’è la fraternità, la comprensione, il pane quotidiano per tutti”. La piazza, infine, canta osannando San Giuseppe e la gente come da tradizione si è messa in fila per gustare le decine di pietanze preparate da giovane e anziane donne nel corso della settimana. Altre tavolate sono state organizzate presso la Comunità terapeutica “Adelina”, il residence per anziani “Maddalena di Canossa” e a Villapriolo.

Pietro Lisacchi

domenica 11 marzo 2012

Enna. Professionisti e impiegati nel tunnel della povertà




“Vecchia e nuova povertà” è il progetto della Caritas diocesana, voluto dal vescovo Michele Pennisi, già messo in campo da tempo. “Nuova povertà, appunto, perchè oggi sono coinvolte anche quelle persone –dice Gaetano Andolina, uno dei responsabili della Caritas di Enna- che fino a poco tempo erano abituate a vivere dignitosamente del proprio reddito. Per un lavoratore che porta avanti da solo la famiglia, un imprevisto qualsiasi può diventare un dramma. Per non parlare del capo famiglia che perde il lavoro: se non ha la fortuna di trovarne uno nuovo allora sì che la situazione precipita”. Così i pacchi alimentari della Caritas, guidata da Federico Emma, a Enna diventano un aiuto anche per chi non ci avrebbe mai pensato, per chi si deve forzare per superare la vergogna di chiedere, di chiedere da mangiare. Andare al deposito di via Flora e uscirne con il pacco in mano per molti, disoccupati e immigrati, è un abitudine, ma per i nuovi bisognosi è una esperienza dolorosa. E tanto più dolorosa quando a doverla fare sono uomini che fino a poco tempo fa erano orgogliosi di lavorare per mandare avanti la propria famiglia. “Un professionista –confida Andolina- due volte al mese riceve con discrezione la busta, ma è il caso anche di qualche impiegato che non sa come arrivare a fine mese. “Che la povertà sia in aumento –sottolinea Monica De Luca, anch’essa referente della Caritas- sono le oltre 500 famiglie che assistiamo mensilmente. Ma un altro termometro del disagio e della grave crisi che molte famiglie di Enna stanno attraversando viene dalle cosiddette “utenze di quartiere”, fortemente in aumento, le quali si rivolgono direttamente alle parrocchie di appartenenza, come ad esempio quella di San Bartolomeo, San Cataldo, Sant’Anna, oppure che si rivolgono alla Croce Rossa. Altro dato desolante, disarmante è quello delle giovani coppie sempre più in forte disagio economico e sociale sulle quali stiamo facendo molti interventi. La povertà –aggiunge- è cambiata e coinvolge laureati che sino a ieri avevano un’occupazione. Prenda ad esempio la situazione del settore della formazione professionale. Docenti e impiegati tutti in cassa integrazione, molti dei quali sopravvivono grazie al sostegno di genitori e nonni”. A rivolgersi alla Caritas di Enna non sono soltanto gli ennesi, ma anche famiglie e giovani coppie di paesi vicini. “Ogni martedì –spiega ancora Andolina- da Villarosa vengono circa 40 famiglie e tante volte per evitare caos e litigi distribuiamo perfino i bigliettini numerati. Facciamo tanto per i poveri –prosegue Andolina-, purtroppo le istituzioni sono assenti. Anzi, molto più spesso politici e amministratori si rivolgono a noi per aiutare questa o quell’altra famiglia in difficoltà di loro conoscenza”. La Caritas non provvedere solo all’alimentazione. “Sempre più persone –conclude Andolina- hanno bisogno di vestiti, scarpe, e qualche volta persino di un lettino per bambini. C’è anche la giovane ragazza bisognosa che si rivolge a noi per il vestito bianco del matrimonio. Sono vestiti nuovi, passati di moda, che ci vengono donati da negozianti. E poi tanti vengono da noi chiedendoci di pagare la bolletta della luce, dell’acqua. Gestiamo pure una Casa famiglia in via San Pietro per quelli che momentaneamente non hanno una fissa dimora che sono sempre più giovani. Attualmente ospitiamo un ragazzo di 21 anni buttato fuori dai genitori”.

Giacomo Lisacchi

Villarosa. Due liste civiche per le amministrative di maggio


Villarosa. E' stato sindaco dal 1997 al 2007 ora, dopo la parentisi dell’amministrazione guidata da Gabriele Zaffora, è pronto a ricandidarsi alla carica di primo cittadino. Franco Costanza ieri sera nel corso di una affollata assemblea, convocata dal segretario di sezione del Pd, Katya Rapè, ha sciolto ufficialmente la riserva ed ha ufficializzato la sua ridiscesa in campo. “Costanza –dice Rapè- ha reiterato la sua completa disponibilità a candidarsi per le amministrative di maggio prossimo e offre questa sua candidatura a tutti coloro, partiti, associazioni ed esponenti della società civile, vogliono intraprendere e condividere questa esaltante aventura. Fra non molto ufficializzeremo il nome della lista civica che si chiamerà probabilmente ”Andare oltre ai partiti”. Sicuramente –spiega ancora Katya Rapè- il nostro obiettivo principale è quello di raccogliere l’eredità delle esperienze positive che il Pd ha maturato nell’amministrazione con il sindaco uscente Zaffora: abbiamo insieme un dovere etico, morale e di rispetto nei confronti di chi in questi cinque anni ci ha onorato e rappresentato”. Ho accettato –dice Costanza – la candidatura a sindaco in occasione dell’imminente tornata elettorale con maggiore difficoltà rispetto alle due volte precedenti. Mi auguro di potere mettere a disposizione un po’ di esperienza maturata in questi anni, ragione principale per la quale mi è stato chiesto, con una certa insistenza, di scendere nuovamente in campo”. A contendere la poltrona di sindaco a Costanza dovrebbe essere l’ex assessore provinciale Antonio Barberi, espressione dell’associazione culturale “Bellarosa terra amurusa”. In un comunicato si legge: “L’associazione rendendosi per la propria parte disponibile alla costruzione di un avvenire per Villarosa ha messo a disposizione il proprio associato geom. Antonio Barberi come candidato sindaco della lista civica per Villapriolo e Villarosa. Questa neo formazione civica avrà l’obiettivo di costruire, con le necessarie competenze e proposte e con grande senso di responsabilità ed innovazione, le scelte aggregative e propositive dei vari gruppi sociali della comunità per intervenire adeguatamente nell’ambito sociale ed economico del comune così da realizzare una svolta organizzativa ed operativa per il rilancio di Villarosa”.

Pietro Lisacchi

Per il mancato pagamento delle bollette non si può distaccare un servizio essenziale, come quello idrico

In questi giorni diverse mamme ennesi, quase tutte incensurate e non in grado di pagare le bollette dell’acqua, che dopo il distacco del contatore per morosità si allacciano abusivamente alla rete idrica per soddisfare le più elementari esigenze vitali delle proprie famiglie, sono state arrestate in flagranza per furto aggravato. “Attenzione, le bollette per il servizio idrico vanno pagate –dice il presidente del Centro studi “Sen. Antonio Romano”, Mario Orlando-, però, al tempo stesso è importante esaminare i casi di tante famiglie disagiate che nella nostra provincia non mancano, senza che la società di gestione operi azioni al di fuori del consentito. Per il mancato pagamento delle bollette non si può distaccare un servizio essenziale, come quello idrico. Semmai la strada corretta sarebbe quella della procedura esecutiva che, come è noto, porta anche al classico pignoramento. Acquaenna non può staccare il contatore (a questo proposito c’è una sentenza del Tribunale di Orvieto del 2008). Dovrebbe, invece, applicare un regolatore di flusso che garantisca il minimo vitale del servizio essenziale per l’utente moroso”. Il centro studi Romano chiede che il presidente dell’Ato5, Giuseppe Monaco, “si attivi immediatamente affinchè si sospendano i distacchi nella provincia di Enna. Serve anche un atto di responsabilità da parte dei sindaci, che – soprattutto dopo i 27 milioni di Si all’acqua pubblica – devono decidere da che parte stare. Non si possono solo limitare a chiamare il gestore caso per caso cercando di elemosinare piani di pagamento insostenibili. E’ necessario invece che si attivino per chiedere la revisione del regolamento di utenza, vincolando l’eventuale distacco per morosità ad una decisione di una parte terza, ad esempio il giudice di pace”. Intanto, il Centro studi fa un plauso all’unico sindaco della provincia, Angelo Ferrigno, che ha avuto il coraggio, nonostante diverse diffide, a non consegnare le infrastrutture idriche al gestore del servizio. “Barrafranca è l’unico comune della provincia –chiosa Orlando- dove i cittadini pagano molto meno. Qualche mese fa ho inviato al sindaco Ferrigno, tramite fax, la documentazione che dimostra l’illegittimità dell’appalto del servizio a Acquaenna”. “Mi chiedo perché commissariare un comune –ha sottolineato il sindaco Ferrigno –quando il servizio dell’acqua pubblica è gestito in maniera proficua. La mia azione è per l’interesse della comunità; se avessi consegnato le reti all’Ato Idrico oggi pagherei per la mia situazione familiare, composta da 6 persone, minimo 700 euro. Invece, ad oggi, nel gestire l’acqua pubblica per sei componenti, mi trovo a pagare 200 euro”.

Giacomo Lisacchi