venerdì 1 aprile 2011

La Venere di Morgantina torna a casa



"Finalmente la Venere torna a casa. Siamo contenti e pronti ad accoglierla come merita". Lo afferma l'assessore regionale per i Beni Culturali, Sebastiano Messineo, dopo il rientro in terra di Aidone dove venne scolpita circa 2600 anni fa nella città sicula-greca di Morgantina e dove fu scoperta dai ladri di storia tra il 1970 e l'80 per essere venduta al Paul Getty Museum. La Venere, preziosa e bellissima, in marmo e tufo calcareo, è arrivata sabato scorso poco prima di mezzogiorno suddivisa in sette casse su tir, scortata dai carabinieri, e accolta dai cittadini del comune ennese fra gli applausi ed esclamazione di gioia. I pezzi della statua sono stati fatti passare dall'ingresso principale del museo di Aidone e non dal secondario, come era previsto, perchè a causa delle dimensioni le casse non riuscivano a passare. Ad attendere l'Afrodite, ad Aidone, c'era la Giunta comunale insieme alla banda cittadina ed oltre cento persone. Da lunedì i tecnici della Paul Getty hanno iniziato il montaggio della statua che, assicura Enrico Caruso, direttore del museo Archeologico di Aidone, che ha accompagnato il ritorno della statua, si dovrebbe concludere in settimana. L'inaugurazione dell'esposizione è prevista in aprile. "La sala del museo -spiega l'assessore Messineo-, interamente dedicata alla Venere, è stata realizzata per trasmettere ai visitatori le emozioni che solo un'opera d'arte come la Venere può offrire". " Stiamo preparando una serie di iniziative per valorizzare la Venere, -annuncia il presidente della provincia, Pippo Monaco- sin dal giorno dell'inaugurazione, dal punto di vista culturale e turistico. Ovviamente non potremo risolvere tutti im problemi in un mese ma, assieme alla Regione e agli enti locali, stiamo costruendo un progetto che porti alla nascita del Distretto greco-romano che comprenda Morgantina, Aidone e la Villa del Casale, unico al mondo". "Contiamo di posizionare la statua nella sua sede definitiva -ha spiegato il direttore del museo Caruso-. Ai visitatori proporremo un abbinamento suggestivo: nella sala che ospiterà la Venere ci sarà anche un'altra statua, quella di una Musa, datata terzo secolo. Proprio dal confronto con il materiale con cui è stata realizzata quest'opera gli studiosi sono riusciti a stabilire che Venera e Musa venivano dalla stessa zona della Sicilia". Infine, come previsto nell'accordo siglato a Roma, il 25 settembre 2007, tra il ministero dei Beni Culturali, l'assessore dei Beni Culturali della Sicilia e il Paul Getty, a giugno il direttore Caruso tornerà a Los Angeles portando una collezione di oggetti provenienti da Morgantina che saranno collocati al posto della Venere nella Sala degli dei. La statua, secondo gli storici della Sicilia, provverrebbe "dall'area centrale della regione, opera di artisti greci o autoctoni che hanno importartato dalla madre patria il marmo pario con cui sono state realizzate la testa, le braccia e le mani mentre il busto è in pietra calcarea, secondo la tradizione degli acroliti, statue realizzate con materiali diversi". La Venere, secondo la ricostruzione fatta finora, è stata trovata e trafugata da tombaroli nel sito archeologico nei pressi di Aidone, tra il 1970 e il 1980, verosimilmente in località San Francesco Bisconti, dove nel corso degli scavi clandestini "venne alla luce anche un santuario dedicato a divinità della terra". Per questo motivo gli studiosi pensano, inoltre che la statua non rappresenti una Venere ma più probabilmente Demetra o Kore, divinità legate ai culti della terra. Tra l'altro, c'è da dire che nelle campagne di scavo condotte negli anni '80 dalla Soprintendenza archeologica di Agrigento, allora competente per territorio, confermarono a Morgantina la presenza di un'area sacra in località Cozzo Matrice, nei pressi del lago di Pergusa, dove fonti storiche dello stesso periodo localizzavano il mitico rapimento di Kore da parte di Ade, dio degli Inferi. Dunque trent'anni dopo il trafugamento della Venere finalmente si è conclusa una lunga e complessa vicenda giudiziaria e diplomatica. Il museo americano ha riconosciuto la fondatezza del Governo italiano grazie anche alle analisi che hanno dimostrato che il tufo dal quale la statua è stata ricavata proviene dall'area archeologica del fiume Irminio. La Venere alta 2,20 metri, tranciata in tre parti, venne venduta dal ricettatore ticinese Renzo Canavesi al londinese Robin Symes, che nel 1986 la rivendette al Paul Getty Museum si dice per 18 milioni di dollari. Anche il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha espresso la sua gioia per il rientro dell'opera d'arte: "Il caso ha voluto che mentre si celebra l'Unità d'Italia la Sicilia può aggiungere anche la gioia per il ritorno della Venere di Morgantina. Voglio ringraziare il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, -ha aggiunto- che ha seguito la vicenda con impegno e passione e ci ha promesso che appena potrà verrà ad ammirarla".

Giacomo Lisacchi (Articolo pubblicato a marzo sul settimanale Settegiorni)

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