I giorni passano e la soluzione del rebus non arriva. Quindi sarà più vicina di quanto non appare.  Linee roventi  tra Palermo e Roma, con D’Antoni che gioca  la carta Cocilovo, oggi a Roma a prendere un caffè al bar del Transantlantico, in pressing su Bersani per un suo ingresso in giunta. Crocetta tra l’altro per  forza di cose dovrà trovare una sintesi tra personalità esterne, già la parola tecnico è stata sapientemente rimossa e riposta, e la volontà dei partiti  che cercano di farsi spazio. Uno ne hanno perso,  Lombardo,  interlocutore, esperto, autonomo e spregiudicato ed un altro di simile pasta, almeno in questo, temono di trovarne. (“Chi Rosario? A tutti pazzi li farà uscire”) recita anonimamente  il solito beninformato , quasi rassegnato.
Il sindaco dei siciliani in realtà conta paradossalmente sulle divisioni  tra i gruppi parlamentari, che lo rafforzeranno nella misura in cui possono indebolire un tessuto in tal senso già vulnerabile. Saverio Romano, avvisando così anche il PDL,  ha lanciato  l’ex amico  di partito Nino Dina, che però come Leanza sembra avere meno chance di  fare risultato. Per motivi diversi e per differenti possibilità di aggregazione. Non è un caso che D’Alia che sa  benissimo che la presidenza dell’Ars diffcilmente non può toccare che all’Udc, cerca di proteggere il nome di Ardizzone, come vero papabile per la  Presidenza dell’Ars, al punto di offrirla ai Grillini, che si sono guardati bene dall’accettare, prima ancora dei problemi interni e delle scomuniche di Grillo ai comunicatori.  E Musumeci? È stato dilaniato tra faide che avrebbero stroncato un partito forte come quello di ieri, figuriamoci il Pdl di oggi.
A quando la soluzione dunque del rebus. Non prestissimo. Certo del tempo ancora passerà. Forse si arriverà addirittura a fine mese. Il riposo dei guerrieri e lo straordinario che manca agli impiegati della Corte d’Appello sono i segni dei tempi con cui inizia la legislatura. Il resto lo vedremo giorno per giorno.